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Alitalia: quando Montino lanciò l’allarme

Alitalia: quando Montino lanciò l’allarme

Che la nostra compagnia di bandiera abbia grossi problemi finanziari non è una novità. Sei poi ci si mette che spesso gli appelli a controlli più rigidi e attenzione alla gestione economica restano inascoltati la situazione certo non può migliorare.

Ne sa qualcosa Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, pronto a ricandidarsi anche per la prossima tornata elettorale di giugno nello stesso comune.

Qualche mese fa fu proprio lui a richiamare l’attenzione su alcune spese di gestione scellerate affermando: “I costi sono fuori controllo, 38 milioni spesi solo in consulenze”.

In effetti sembra che la compagnia aerea italiana abbia una situazione di bilancio completamente da rivedere. Montino insieme a questa “denuncia” ha presentato anche il suo piano di risanamento dell’azienda, in difesa dei posti di lavoro.

Inoltre, a quanto pare piove sul bagnato. La compagnia aerea tedesca Lufthansa ha smentito le voci che la volevano pronta a rilevare Alitalia. Lo stesso portavoce dell’azienda ha messo subito a tacere le indiscrezioni.

Sulla stessa linea di Montino per il monitoraggio della situazione di Alitalia, anche la sindaca di Roma Virginia Raggi che ha convocato una seduta straordinaria dell’Assemblea capitolina dedicata proprio alla gestione della crisi.

Montino dal canto suo ha denunciato alla Commissione Trasporti della Camera, un’analisi sul bilancio per l’anno 2015 della compagnia aerea.

È così che sono venuti fuori i folli costi per consulenze di oltre 38 milioni di euro, ma questo sarebbe solo uno dei conti fuori posto dato che si è riscontrato un totale di oltre 635 milioni di euro di costi non legati alla gestione tipica.

L’ex Senatore Montino ha fatto notare come l’azienda abbia acquistato carburante a prezzi gonfiati di oltre il 20% rispetto alle normali quote di mercato e lo stesso dicasi per le spese relative all’acquisto di aeromobili.

Il sindaco di Fiumicino è particolarmente interessato alla questione Alitalia a causa del fatto che un gran numero di dipendenti della compagnia risiede proprio a Fiumicino. Circa l’8-10% della popolazione che vive a Fiumicino, ha dichiarato, lavora per l’azienda o comunque fa parte del suo indotto.

Uno dato molto serio che offre la misura delle conseguenze di un eventuale fallimento di Alitalia e le ricadute sull’occupazione e il benessere economico. Sta di fatto che per Alitalia sarà una settimana cruciale in cui il destino della compagnia di bandiera potrebbe essere riscritto per l’ennesima volta. Con la speranza che si possa arrivare, finalmente, ad un piano per rilanciare una volta per tutte quella che un tempo è stata una delle migliori compagnie aeree del mondo.