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Australia, vincono i conservatori, ma è ancora caos

Australia, vincono i conservatori, ma è ancora caos

Sono finiti gli spogli delle schede elettorali in Australia e la nazione sembra incamminarsi verso una vera e propria paralisi politica, con una conseguente situazione di stallo.

I risultati delle votazioni, vedono infatti, sì, la vittoria dei conservatori, con la rielezione del premier uscente Malcolm Turnbull, che vince però con una maggioranza, così risicata, da portare all’ingovernabilità. Bill Shorten, dopo la sconfitta nelle elezioni ha già telefonato al suo avversario per congratularsi.

Molto probabilmente la coalizione di centro destra otterrà 74 seggi, con almeno altri due tra i cinque che devono ancora essere assegnati. I laburisti quasi certamente non otterranno più di 68-69 seggi, 4 seggi sono andati a deputati indipendenti e 1 se lo sono aggiudicati i Verdi.

 

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Per poter governare ce ne vogliono 76 dei 105 seggi della Camera dei Rappresentanti, ma, per il momento, visti i numeri, tale quorum non è stato raggiunto. Vi saranno, quindi, tre deputati indipendenti su quattro che appoggeranno il governo sui fondamentali temi riguardanti il bilancio e sulle mozioni di fiducia, permettendogli così di poter contare su 77 parlamentari.

Turnbull ha detto: “È un grande giorno. Abbiamo risolto queste elezioni in modo pacifico. È un passo che va celebrato e non dato per scontato”. Il premier auspica una collaborazione tra le due principali coalizioni del paese, affermando che è “cruciale che il Parlamento possa lavorare, che si possa lavorare insieme e insieme cerchiamo strade per poter trovare accordi”.

In Australia si vota ogni tre anni per eleggere chi farà parte della Camera dei rappresentanti e di metà del Senato. Dopo aver preso il posto di Tony Abbott, suo collega di partito, oramai sgradito e malvisto dai cittadini, Turnbull è stato rieletto con queste elezioni anticipate, che aveva indetto proprio lui, dopo aver richiesto lo scioglimento delle camere. Conseguenza, questa, della bocciatura definitiva della riforma delle authority. Una situazione simile non si verificava dal 1987.

Fonte: avantionline.it

 

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