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Banche 2016- 2017: ecco cosa dicono le previsioni di McKinsey

Banche 2016- 2017: ecco cosa dicono le previsioni di McKinsey

Nel corso del 2016 in via di conclusione i problemi delle banche italiane hanno riguardato soprattutto la necessità di pulire gli attivi e di rafforzare il patrimonio. Importante nell’ambito del corso dell’anno che sta per finire è stato anche l’aspetto del taglio dei costi.

Digital disruption: un aspetto purtroppo sottovalutato

Per avere un quadro efficace relativo all’attività delle banche nel 2016 è necessario considerare il fatto che la digital disruption è stata purtroppo messa in secondo piano. La necessità di tenere sotto controllo l’emergenza ha portato a trascurare la concorrenza dei grandi nomi del fintech, che rischia di diventare rischiosa per quanto riguarda il settore creditizio già in un momento molto difficoltoso. Il quadro appena descritto è ricavato dai contenuti di una ricerca di McKinsey.

McKinsey: i prossimi quattro anni saranno critici per il settore bancario

La società di consulenza McKinsey, con la ricerca sopra citata, ha portato in primo piano delle stime che parlano di un percorso critico che riguarderà le banche nei prossimi quattro anni. Alla base di tale situazione è possibile trovare soprattutto la crescita economica contenuta e i tassi molto bassi che continueranno a incidere sui ricavi degli istituti di credito del Vecchio Continente, mettendo a forte repentaglio profitti per circa 35 miliardi di euro.

 

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Questi effetti sono chiaramente amplificati dalla rivoluzione digitale che, secondo le stime di Mckinsey, potrebbe portare entro il 2020 un’erosione dei profitti compresa tra i 50 e i 110 miliardi di euro in UE e in UK. In questo modo si ridurrebbe il roe, già basso di suo e attualmente pari al 3,4%, facendolo arrivare a uno scarso 1,2%.

USA e Giappone: come andranno le cose per gli istituti di credito nei prossimi quattro anni?

La ricerca di Mckinsey fornisce previsioni più ottimistiche per le banche di USA e Giappone, che fanno riferimento a un contesto economico molto diverso dal nostro. Le previsioni della società di consulenza parlano di una capacità più alta di difendere i livelli di profitto attuali. Tutto questo rende comunque possibile e molto probabile una leggera flessione del Roe.

Paesi sviluppati: gli istituti di credito rischiano di perdere 90 miliardi di profitti

Fondamentale è anche prendere in considerazione i dati a livello aggregato che, per quel che concerne le previsioni per i prossimi quattro anni relative ai Paesi sviluppati, non restituiscono un quadro positivo per le banche. Si parla infatti di perdite importanti sui profitti, che potrebbero raggiungere i 90 miliardi di euro.

In questo contesto è bene fare cenno al fatto che gli istituti di credito USA, che si contraddistinguono per un roe dell’8%, avrebbero la possibilità di non allontanarsi dal costo del capitale, pari al 10%. In Europa, invece, è più che concreto l’aumento del gap tra il costo del capitale e l’impegno per gli investimenti azionari.

 

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