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Banche, Matteo Renzi rilancia: “L’Ue rifletta, i nostri crediti deteriorati sono meno gravi dei derivati che hanno altri”

Banche, Matteo Renzi rilancia: “L’Ue rifletta, i nostri crediti deteriorati sono meno gravi dei derivati che hanno altri”

Mentre sono ancora in corso i negoziati tra l’Italia e Bruxelles in merito al piano di intervento che il governo vuole attuare per “mettere in sicurezza” gli istituti bancari più a rischio, Renzi attacca di nuovo il sistema creditizio della Germania.

E da un lato rassicura i correntisti italiani sul fatto che “non hanno alcun problema”, dall’altro dice di essere sicuro che “i prossimi giorni consentiranno alle autorità europee di riflettere attentamente sulla situazione del credito nel nostro Continente”, dove “la vera questione non sono i non performing loans (i crediti difficili da recuperare iscritti nei bilanci delle banche, ndr) italiani ma i derivati di altre banche”.

Ogni riferimento alla situazione di Deutsche Bank sembra voluto. Nei giorni scorsi, del resto, il premier ha ricordato più volte come la Germania negli anni della crisi e prima dell’entrata in vigore del bail in abbia “messo 247 miliardi di euro” pubblici per salvare i propri istituti.

 

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Parlando da Berlino, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble aveva invece ammorbidito i toni, spiegando che l’Italia ha avviato i colloqui con la Commissione in merito alla situazione del sistema bancario, ma “non chiede alcuna eccezione rispetto alle regole” europee in vigore.

Renzi, durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il primo ministro svedese Stefan Lofven, ha sostenuto che i problemi legati delle sofferenze in pancia agli istituti italiani “vanno risolti, si possono risolvere e sono in fase di risoluzione sia attraverso le modifiche normativa appena apportate che attraverso le iniziative private e di mercato messe in campo”.

Leggi, il fondo Atlante e il “gemello” Giasone, che sarebbe in via di preparazione con un supporto finanziario della Cassa depositi e prestiti, i cui vertici mercoledì hanno visto a Palazzo Chigi il ministro dell’Economia Padoan. In ogni caso, secondo il premier, si tratta di “un problema che vale uno, i derivati di altre banche valgono cento”.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

 

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