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Brexit: sterlina in caduta libera, Borse a picco. Piazza Affari affonda: -12,5%

Brexit: sterlina in caduta libera, Borse a picco. Piazza Affari affonda: -12,5%

Venerdì nero per i mercati internazionali dopo la vittoria del “Leave” nel referendum per decidere del futuro della Gran Bretagna, ora fuori dall’Unione europea. In un solo giorno l’Europa ha bruciato 411 miliardi di euro.

Durante la mattinata a Milano riesce a far prezzo solo il titolo Recordati che perde subito il 9%. E’ il preludio della peggior seduta di Piazza Affari che chiude a -12,48%, brucia 61 miliardi tornando ai minimi dal 2013.

Si tratta della più grande perdita da quando è possibile ricostruirne a ritroso l’andamento, dal 1994. Dopo il crac di Lehman il Ftse Mib segnò un crollo dell’8,24% il 6 ottobre 2008, mentre l’11 settembre 2001 aveva perso il 7,57%.

 

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Pagano lo scotto maggiore le banche che solo a fatica riescono a fare prezzo: quando Bpm apre il rosso teorico è del 35%, poi ritraccia, ma le vendite sono pesanti e oltre il 20% come per Unicredit e Intesa Sanpaolo. A essere in ginocchio è l’intero comparto creditizio europeo. Francoforte perde il 6,82% peggio di Londra (-3,15%), ma meglio di Parigi (-8,04%).

Effetto Brexit anche su Wall Street: quando chiudono i mercati europei il Dow Jones che perde il 2,6% e il Nasdaq il 2,7%. In profondo rosso anche l’indice S&P500 che cede di 3,1 punti percentuali dopo aver registrato la peggior apertura dal 1986.

In mattinata Tokyo ha perso il 7,92% con quella che è stata la peggior seduta dall’incidente nucleare di Fukishima. Per evitare danni maggiori, il Giappone ha deciso l’applicazione del ‘circuit breaker’, il dispositivo che inibisce le funzioni di immissione e modifica degli ordini, limitando i ribassi troppo elevati.

Fonte: repubblica.it

 

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