Colonia: messo tutto a tacere

Il Corriere del Ticino, nella giornata di oggi, ha pubblicato in prima pagina uno scoop sulle vicende di Colonia. Infatti, un giornalista del quotidiano, avrebbe avuto accesso ai risultati dell’inchiesta della polizia tedesca sulle violenze sessuali subite da centinaia di donne. Infatti, pare che tre giovani siano stati arrestati e abbiano confessato le violenze fate per divertimento sulle vittime. Il problema grave è che sia stato tentato di insabbiare la notizia ma che, grazie ai social network locali, i grandi mezzi di informazione se ne sono dovuti occupare. Ecco cosa ha scritto il giornalista Andy Schneider: ” La polizia lo aveva detto a chiare lettere subito dopo che la verità era venuta a galla, ancorché con imbarazzante ritardo: i responsabili di quei fatti sono quasi tutti profughi di origine nordafricana e araba. Un tabù in un Paese dove, come affermato dagli agenti in forma non ufficiale, gli aggressori (leggi: i rifugiati) sarebbero più protetti delle vittime. Considerazioni inappropriate? Non certo per una parte delle forze dell’ordine (dato che diversi poliziotti hanno parlato di veri e propri diktat imposti dall’alto) e del mondo politico, che si è subito posto in modo critico con la linea di apertura seguita dal Governo di Berlino in materia d’asilo, già prima dei fatti in questione.
Clima di tensione
Fatto sta, che per non infiammare il clima di tensione esistente (vale anche per altre città, dove i migranti, soprattutto di origine maghrebina, secondo gli atti di polizia sono accusati di aver commesso decine e decine di violenze e abusi sessuali ai danni di donne del luogo) i media tedeschi, secondo i bene informati, avrebbero stipulato una sorta di accordo segreto con la polizia che presupporrebbe il silenzio stampa su informazioni ritenute potenzialmente a rischio “.

 

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Fonte: Corriere del Ticino

 

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