Api, Total e Shell fanno affari con Teheran nonostante le sanzioni Stampa E-mail
Mercoledì 29 Settembre 2010 15:55

L'Iran continua ad aumentare le sue esportazioni di petrolio in barba alle sanzioni internazionali votate da Nazioni Unite e Unione europea all'inizio dell'estate.

Tra le compagnie che non rispettano le limitazioni imposte dalle autorità internazionali ci sono le europee Shell, Total, Api. Nel corso degli ultimi mesi, il colosso anglo-olandese Shell ha comprato dalla compagnia di stato di Teheran, Iranian oil company, almeno 1,5 miliardi di dollari di greggio, aumentando del 25% il volume dei suoi acquisti nella Repubblica islamica. La Shell si è difesa affermando la legittimità del suo operato. Ma anche altri operatori hanno incrementato gli affari con la Repubblica islamica, incuranti delle sanzioni. Tra questi, la compagnia francese Total ha aumentato del 12% i suoi acquisti, mentre l'italiana Api ha comprato ben il 70% di petrolio in più. La compravendita è resa possibile dalle banche che continuano a firmare lettere di credito alle aziende per i pagamenti all'Iran. Intesa-Sanpaolo è uno degli istituti bancari che non ha bloccato la concessione dei crediti in occasione delle sanzioni. In Italia entrano ogni giorno 150.000 barili di petrolio iraniano. 35.000 sono retribuzioni di contratti dell'Eni, che quindi non li importa. Gli altri 115.000 vanno a finire nelle raffinerie Saras, Gruppo Api e Iplom per la lavorazione.



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