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Debito societario d’azienda: rischio passività finanziaria

Debito societario d’azienda: rischio passività finanziaria

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In seguito alla crisi finanziaria verificatisi nel 2008, l’economia mondiale ha retto l’urto grazie a politiche monetarie di forte espansione. Ad oggi risultano tuttavia rischi notevoli di squilibri finanziari per le singole aziende.

Questo perché quando il denaro era in forte svalutazione, era conveniente investire anche a costo di indebitarsi tanto. Ma le politiche di potenziamento monetario hanno finito per gonfiare enormemente il debito accumulato.

Il fenomeno in particolare riguarda aziende di tipo non finanziario. In quanto la crisi prima e la forte iniezione monetaria dopo, hanno creato i presupposti di una forte passività finanziaria. Con il rischio di esplodere su larga scala.

Negli ultimi dieci anni la quota di debito societario che incide sul Prodotto Interno Lordo è aumentata di quindici punti percentuali. Per un totale stimato di circa 24 mila miliardi di debito creato dalle aziende che hanno approfittato della leva finanziaria della svalutazione monetaria.

Il rischio è di compromettere i ricavi per via dell’elevata incidenza del debito sui profitti. Le aziende si ritrovano a essere più vulnerabili in caso di rallentamento dell’economia. Ciò è ancor più vero per quelle aziende che destinano una quota notevole dei loro ricavi in spese per il pagamento degli interessi. Piccole variazioni del costo del denaro possono rappresentare una realistica occasione di insolvenza.

Questo dipende anche dalle condizioni a cui è stato contratto il debito. Che rischia appunto di non essere più sostenibile dalle aziende stesse. I mercati finanziari non hanno reagito bene alla politica della Federale Reserve in merito alla ripresa dell’inflazione.

I rischi di insolvenza al momento appaiono scongiurati nel breve periodo. Nonostante la suddetta politica della Fed, le recenti iniziative dell’amministrazione USA prevedono flussi di liquidità notevoli, utili a fronteggiare eventuali peggioramenti dei tassi di indebitamento. Resta da temere il reflusso della fase economica discendente di questo tipo di politica fiscale.