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Direttiva europea sulla surroga mutuo: cosa prevede?

Direttiva europea sulla surroga mutuo: cosa prevede?

Molte persone in questi ultimi mesi hanno sfruttato l’opportunità di trasferire un finanziamento da una banca a un’altra che offre un tasso più vantaggioso.

Tuttavia questa pratica, a partire dal 2015/2016, ha iniziato a risultare meno conveniente rispetto agli anni passati. A causare questo passo indietro, spiegano gli esperti del blog Investire24.it,  è stata la legge delega dello scorso 2 luglio, legge con cui l’Italia ha recepito la direttiva UE circa il mercato dei mutui, ossia la Mortage credit directive (MCD), legge che è stata trasformata in decreto nel marzo 2016.

Cosa comporta tale legge? In seguito alla sua emanazione l’Italia ha dovuto iniziare ad omologarsi agli altri Paesi dell’Unione europea per quanto riguarda il settore dei finanziamenti; tale adeguamento è legato all’attuazione della direttiva europea surroga mutuo 2016. Dunque all’Italia è stato concesso un certo periodo di tempo per conformarsi a tale direttiva: attuare questa normativa ha comportato la reintroduzione della penale per l’estinzione anticipata dei mutui.

Ed è qui che subentra il passo indietro di cui sopra: tale sanzione era stata abolita da anni nel nostro Paese, con lo scopo di rendere più agevole il passaggio di un mutuatario da un istituto bancario ad un altro alla ricerca di un mutuo più conveniente a livello economico. In altre parole, è stata ripristinata la situazione che vigeva prima dell’applicazione della legge Bersani emanata nel 2007. A partire dal 2 febbraio 2007 il decreto Bersani (le “lenzuolate”) aveva eliminato le penali previste per i rimborsi, un’imposta compresa tra l’1,5% e il 2% del debito residuo che i clienti erano costretti a pagare nell’eventualità di estinzione del debito anticipata.

 

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Per i mutui stipulati prima di questa data l’associazione delle banche e le associazioni di consumatori avevano concordato penali meno gravose. Questi fattori tutti assieme hanno contribuito a  rendere più semplice e rapido il passaggio dei clienti tra le varie banche.

Dunque, quali sono le ultime novità apportate dall’attuazione della direttiva europea surroga mutuo 2016? Fondamentalmente vengono meno tutti i vantaggi che i mutuatari potevano ottenere attraverso l’esercizio della surroga.

Infatti il cliente decide di trasferire il proprio finanziamento presso un altro istituto di credito perché constata che le condizioni offerte dal mutuo sottoscritto in passato si dimostrano meno convenienti rispetto a quelle fornite da altre tipologie di mutui proposte da diversi istituti bancari: attraverso l’istituto della surroga si possono apportare dei cambiamenti significativi per quanto riguarda il contratto del nuovo finanziamento sottoscritto con un’altra banca.

Grazie a questo passaggio possono essere apportate delle modifiche sul mutuo in riferimento al tasso d’interesse (si può passare da un tasso fisso ad uno variabile), alle modalità di rateazione per quanto riguarda la cadenza temporale e l’importo, ma può essere applicato anche uno spread differente. Tuttavia il provvedimento sulla surroga sembra essere mirato a eliminare le surroghe facili che propongono la possibilità ai mutuatari di cambiare finanziamento alla ricerca di condizioni più vantaggiose. In seguito alla normativa è stata prevista un’omologazione delle condizioni del mercato interno, con conseguente riavvicinamento delle legislazioni degli Stati UE e attraverso la  definizione di standard qualitativi volti a impedire pratiche commerciali scorrette. In realtà la reintroduzione del balzello potrebbe non convenire alle banche stesse, in quanto la ripresa dei finanziamenti ai privati in Italia si deve proprio al boom dei trasferimenti dei mutui per approfittare dei bassi tassi di interesse.

 

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