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Domande di mutuo e dichiarazioni di spesa: gli errori nella compilazione

Domande di mutuo e dichiarazioni di spesa: gli errori nella compilazione

errori di compilazione nella domanda di mutuo

Alla fine dello scorso anno l’Agenzia delle Entrate ha rilevato un gran numero di errori su domande di mutuo, dichiarazioni di spese sanitarie, rendicontazione di ristrutturazioni edilizie. La voce incriminata per i consulenti e gli uomini del Fisco rientrano è la “36-ter”, il codice che riguarda gli errori formali di compilazione.

Come segnalato dalla Consulta dei CAF (Centri di Assistenza Fiscale), il dato è marginale. Gli errori ammontano a circa 100 mila su oltre 17milioni di dichiarazioni precompilate su cui gli incaricati dei CAF hanno messo il timbro.

Gli errori riscontrati fanno riferimento alla comunicazione di oneri deducibili e detraibili e al calcolo dell’addizionale regionale IRPEF. L’Agenzia delle Entrate fornirà tuttavia la lista della documentazione da integrare e i punti da correggere.

Sottolinea inoltre che si tratterebbe di errori tollerati, prima che formali, in quanto potenzialmente incidenti nella enorme mole di lavoro di compilazione di modelli e dichiarazioni. Tuttavia, la certificazione di un incaricato presso tali centri su un modello di 730 o su una domanda di mutuo esclude i contribuenti da responsabilità di errori presso il Fisco.

L’articolo 5 comma 3 del decreto legislativo n. 175/2014 dichiara che i controlli riferibili al suddetto codice riguardano direttamente i Centri di Assistenza Fiscale. I CAF hanno 60 giorni di tempo per rimediare alla compilazione errata. Entro il 28 febbraio 2018 dovranno presentare la documentazione aggiuntiva.

Il contribuente è esente dallo scambio di comunicazioni, nella misura in cui siano intervenuti eventuali errori da parte degli incaricati della compilazione. In merito a questo, l’Agenzia delle Entrate chiede conto direttamente al centro di assistenza fiscale.

La comunicazione degli atti revisionati e corredati di documentazione integrativa è già in atto attraverso il canale telematico Civis. È sua facoltà presentare in seguito una dichiarazione di rettifica in caso di presunzione d’errore. Ciò dovrà avvenire comunque prima della comunicazione dell’esito dei controlli. La legge in materia di dichiarazione precompilata prevede che in caso di contestazione il CAF sarà oggetto di eventuali sanzioni.