| A Ginevra presentato rapporto sulla gestione delle risorse idriche in Medio Oriente |
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| Venerdì 11 Febbraio 2011 16:00 |
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Il documento, elaborato dalla Svizzera con il sostegno del governo svedese, non è una nuova 'road map' per la pace in Medio Oriente, ma il frutto di una vasta consultazione di esperti e rappresentanti di tutta la regione che preconizza una cooperazione dei Paesi per la gestione delle risorse idriche. ''L'acqua potrebbe divenire non una fonte di divisioni e conflitti, ma uno strumento di pace, e le risorse idriche potrebbero essere per il Medio Oriente quello che carbone e acciaio sono stati per l'Europa'', ha detto Calmy-Rey in una conferenza stampa. ''E' una visione audace'', ha riconosciuto. Le risorse idriche del Medio Oriente subiscono una pressione enorme causa della crescita demografica, le migrazioni, l'urbanizzazione e i cambiamenti climatici. In 50 anni, la portata di molti fiumi in Turchia, Siria, Iraq, Libano e Giordania è scesa del 50-90%. Il rapporto suggerisce una gestione transfrontaliera e sostenibile delle risorse idriche e propone quale primo passo a creazione di Consiglio di cooperazione che dovrebbe all'inizio limitarsi a cinque paesi: Iraq, Giordania, Libano, Siria e Turchia.
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In Medio oriente le risorse idriche potrebbero scatenare pericolosi conflitti, ma anche la pace, una ''pace blu'' afferma il rapporto ''Blue Peace: Rethinking Middle East Water'' presentato oggi a Ginevra dalla presidente della Confederazione svizzera Micheline Calmy-Rey.








