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Gran Bretagna: May-Leadsom, sfida tra due donne per la poltrona di Cameron

Gran Bretagna: May-Leadsom, sfida tra due donne per la poltrona di Cameron

Due donne in corsa per accaparrarsi la poltrona di David Cameron. Stiamo parlando della ministra degli Interni Theresa May e della ministra dell’Energia Andrea Leadsom.

Nella seconda tappa delle primarie dei Tories, in cui per il momento votano soltanto i loro deputati, May ha ottenuto 199 preferenze, Leadsom 84 e il ministro della Giustizia Michael Gove 46. Quest’ultimo, come previsto dalle regole delle primarie, viene così eliminato, come erano stati eliminati altri due candidati (piazzatisi al quarto e quinto posto) nella precedente votazione che si è svolta martedì.

A questo punto rimangono dunque in lizza solo May e Leadsom: tutti i 150 mila iscritti al partito avranno tempo di votare per posta per l’una o per l’altra fino al 9 settembre prossimo, quando sarà annunciato il vincitore.

 

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Anzi, la vincitrice, che diventerà automaticamente premier, prendendo il posto di Cameron a Downing street, formando un nuovo governo e decidendo come procedere nei negoziati con l’Unione Europea per realizzare Brexit, ovvero il voto a favore dell’uscita dalla Ue espresso nel referendum del 23 giugno.

Theresa May aveva stravinto anche la prima votazione ed è la favorita nei sondaggi: l’opinione dominante, almeno per il momento, è che sarà lei a prevalere. Responsabile degli Interni dal 2010, figlia di un pastore anglicano, 59enne sposata senza prole (ha raccontato nei giorni scorsi ai giornali il suo dolore di non avere potuto avere bambini), si è schierata per Remain, cioè per rimanere in Europa, nella sfida referendaria, restando fedele alla linea pro-Ue di Cameron, ma ha tenuto un basso profilo.

E candidandosi a leader e premier Theresa May ha dichiarato: “Brexit significa Brexit, bisogna realizzare la volontà degli elettori“. I suoi avversari hanno contestato la legittimità del fatto che a diventare premier sia un politico che ha perso il referendum, ma lei sostiene di poter riunificare il partito dopo le divisioni della battaglia sull’Europa.

Fonte: repubblica.it

 

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