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Iain Begg: “Brexit o Bremain, l’Europa deve cambiare”

Iain Begg: “Brexit o Bremain, l’Europa deve cambiare”

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Mancano poche ore per scoprire se la Gran Bretagna ha deciso di restare in Europa o di uscire. Nonostante i tanti gli appelli al “Remain” i sondaggi continuano a segnalare come favorita l’ipotesi “Exit”. Ma a detta degli analisti anche se l’ipotesi di uscita venisse bocciata, la governance dell’UE dovrà essere rivista. Lo ha detto Iain Begg, direttore dell’Europen Institute della London School of Economics.

Professor Begg quali sono gli impatti sull’UE di una eventuale uscita della Gran Bretagna? I rischi potrebbero sorgere a diversi livelli. In primo luogo, l’eventuale uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europe sarebbe destabilizzante per l’incertezza e lo shock negativo a breve termine che potrebbero fare deragliare quella che è nella migliore delle ipotesi una già fragile ripresa economica europea.

In secondo luogo, lo scenario inciderà sugli equilibri degli interessi all’interno dell’Ue, forse spostando il baricentro verso la Francia e l’Italia, rimuovendo un contrappeso chiave per la Germania al punto che i Tedeschi stessi potrebbero trovarsi spiazzati.

L’esempio della Gran Brertagna potrebbe contagiare altri Stati dell’Unione? Vi è certamente il rischio che altri paesi guardino con interesse quanto sta succedendo in Gran Bretagna e possano prendere in considerazione decisioni simili, sia nel caso il risultato risulti a favore del “Leave” sia del “Remain”.

 

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Qualcuno cercherà di emulare Cameron cercando di strappare un accordo migliore con l’Unione Europea, anche se le istituzioni tenderanno a sminuire le possibilità di successo. Se il voto favorirà Brexit, la decisione incoraggerà i nuovi partiti anti-europeisti presenti in molti paesi dell’Unione, compresa la Germania, mettendo in seria difficoltà quelli attualmente in carica.

Pensa che la presa sulla popolazione di tendenze populiste nel Regno Unito così come in altri paesi europei sia la conseguenza della crisi economica e delle politiche restrittive adottate in Europa?

L’austerità, in realtà, non spiega il populismo è piuttosto uno scetticismo di lunga data nei confronti dell’Europa che prende piede sia nella destra sia nella sinistra. A questo si aggiunga una sorta di reazione nei confronti della politica tradizionale, ma questo sembra una diffidenza generalizzata verso la politica e i suoi rappresentanti.

Le politiche restrittive spiegano bene la situazione nell’Europa del Sud, mentre gioca un ruolo limitato in Francia, ma non è sufficiente per spiegare l’avanzata del partito di estrema destra «Alternative für Deutschland» in Germania.

Fonte: ilsole24ore.com

 

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