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Il poker, fonte di guadagno per i Casalesi

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Dopo vari pedinamenti e intercettazioni da parte della Guardia di Finanza E della polizia, sono partiti gli arresti per 11 persone che fino a mercoledì, gestivano un giro d’affari, con il Poker online di circa 11,5 milioni di euro al giorno. Tutto questo grazie a 12.000 tavoli da gioco virtuali sparsi per tutta l’Italia. La gestione globale della rete, era in mano a Luigi Tancredi, considerato il re del delle slot, il quale per potersi assicurare l’appoggio “sicuro” verso un’ulteriore espansione dei suoi affari, pagata stipendi mensili ai Casalesi. Tutta l’inchiesta, denominata “Imitation game”, è nata dal tentativo domicilio subito da Fabio Massimo Aragone nel 2011. Tancredi, noto imprenditore nel settore dei giochi online, in base alle accuse avrebbe compiuto operazioni attraverso concessioni rilasciate per i server in paesi considerati dei paradisi fiscali.

 

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