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Mutui tasso fisso o variabile. Notizie attuali piano di ammortamento

Mutui tasso fisso o variabile. Notizie attuali piano di ammortamento

Continua il periodo florido per il settore dei mutui. Grazie al livello dei tassi di interesse, il settore della compravendita immobiliare attira sempre nuovi clienti. Il livello dei tassi è al minimo ormai da mesi sia per il tasso variabile sia per il tasso fisso. Attualmente la differenza tra i due tassi è davvero piccola.

Tasso fisso o tasso variabile?

Nonostante l’indubbia momentanea convenienza del tasso variabile e la previsione di un Euribor ancora negativo nel medio periodo il tasso fisso continua a essere quello più gettonato. Anche se il tasso variabile attualmente da la possibilità di accedere ad un mutuo con un tasso di interesse minimo, addirittura sotto l’1%, la sua imprevedibilità e il suo stesso essere variabile nel tempo, lo porta a essere un po’ temuto dai mutuatari. Tuttavia il tasso fisso al momento non è poi tanto più alto rispetto al tasso variabile, lo scarto fra i due e poco più del’1% in più. Questo lo porta ad essere quello più scelto fra coloro che decidono di aprire un mutuo.

La sicurezza del tasso fisso, vista anche la poca differenza rispetto al tasso variabile, fanno si che esso sia il più scelto e richiesto dai mutuatari, che supportano tranquillamente quel 1% in più per una sicurezza maggiore. Il tasso variabile resta una valida scelta per coloro che vogliono azzardare e scommettere, per coloro che si sento un po’ più fortunati.

 

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Il tasso fisso resta come sempre la certezza di coloro che non amano le incertezze e che quindi sopportano volentieri quel minimo scarto pur di avere una sicurezza in più. La scelta del tasso potrebbe anche essere influenzata dalla scelta della lunghezza del mutuo. Per un mutuo con un piano di ammortamento inferiore ai 15 anni, probabilmente, si può rischiare un tasso variabile che risulta più conveniente di un tasso fisso.

Piano di ammortamento del mutuo

I piani d rimborso o i cosiddetti piani di ammortamento dei mutui variano da un minimo di 5 anni ad un massimo di 30 anni, anche se alcuni istituti arrivano a 35 o 40 anni. Il piano di rimborso del mutuo è determinante per il mutuo stesso, almeno quanto l’entità dell’importo richiesto. La lunghezza del mutuo andrà ad influire sia sugli interessi che l’istituto richiederà sia sul valore della rata stessa. Attualmente il più richiesto risulta essere il piano di rimborso dei vent’anni.

Abbastanza richiesto anche il piano per trenta e più anni, ma poco accettato dagli istituti di credito a causa del maggior rischio di insolvenza nel lungo periodo da parte del creditore. Sia per quanto riguarda le richieste che per quel che riguarda le concessioni, il valore più richiesto è nell’intervallo 50.000-100.000, in testa con più di un terzo delle richieste. Di poco inferiore troviamo poi l’intervallo 100.000- 150.000.

Tassi Euribor e tassi Eurirs

I tassi di interesse dei mutui sono in calo ormai da un’anno almeno. Nonostante si temesse una brusca virata in salita dei tassi, con grande sorpresa, continuano la loro discesa registrando valore nel mese di Settembre addirittura più bassi dei minimi del 2016. Le previsioni per il medio-breve periodo, non prevedono cambiamenti di rotta. Si potrebbe registrare un breve rialzo per la fine del 2017 ma niente di significativo. L’Euribor resterà ancora negativo e l’Eurirs se si alzerà; c’è da aspettarsi un graduale aumento in caso di aumento dei prezzi. Generalmente i tassi di interessi per i mutui resteranno ancora favorevoli sia per quanto riguarda il tasso variabile sia per il fisso.

 

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