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Istat: la crescita dell’economia rallenta ancora

Istat: la crescita dell’economia rallenta ancora

In mancanza di una quantificazione esatta degli effetti economici che potrebbe avere l’esito del referendum sulla Brexit, l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha sottolineato un’ulteriore decelerazione, proseguendo con la tendenza già in atto da inizio anno.

Così l’Istat, nella nota di giugno 2016, spiegando come prosegua «la fase di crescita moderata dell’economia italiana» e l’indice anticipatore del trend abbia «segnato un’ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine».

Confermata quindi l’analisi della “Nota mensile” di maggio nella quale già l’Istat parlava di una crescita «con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda interna alla crescita del Pil».

Anche nella nota di giugno l’Istat segnala che «prosegue la fase di crescita moderata dell’economia italiana sostenuta dal miglioramento dei ritmi produttivi dell’attività manifatturiera e dai primi segnali di ripresa delle costruzioni, in presenza di un recupero della redditività delle imprese e di un aumento dell’occupazione».

 

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Ma nel frattempo, segnali meno favorevoli provengono dai consumi, dal clima di fiducia delle famiglie e dalle imprese dei servizi». In questo quadro, «l’indicatore composito anticipatore dell’economia italiana ha segnato un’ulteriore discesa, prospettando un rallentamento nel ritmo di crescita dell’attività economica nel breve termine».

Nel primo trimestre le performance delle imprese hanno «confermato la tendenza al miglioramento dei mesi precedenti». Rispetto al trimestre precedente l’Istat segnala che il valore aggiunto è in aumento per un valore dell’1,2%, il risultato lordo di gestione dell’1,5% e gli investimenti fissi lordi dell’1,0%.

Segnali a cui corrisponde, tuttavia, «un’evoluzione modesta ed eterogenea degli indici di fiducia nel secondo trimestre che segnalano il lieve miglioramento dei giudizi delle imprese manifatturiere e di costruzione a fronte del peggioramento di quelli delle imprese dei servizi di mercato e del commercio».

Fonte: ilsole24ore.com

 

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