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La BoE non interviene sul costo del denaro e le Borse sbandano

La BoE non interviene sul costo del denaro e le Borse sbandano

A differenza di quello che tutti si aspettavano, la Banca centrale britannica non è intervenuta sul costo del denaro. La conseguenza è stata che le Borse hanno sbandato, dimezzando i guadagni per ritornare poi ai livelli di pre decisione della Boe. Intanto si è rafforzata la sterlina.

I membri del board hanno comunque dichiarato che la BoE interverrà con misure di stimolo su diversi fronti il mese prossimo, quando avrà più dati e indicazioni sullo stato di salute dell’economia. Il mercato si aspettava una riduzione del costo del denaro – la prima in sette anni – al minimo storico dello 0,25% per far fronte alle conseguenze della prossima uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, i tassi restano invece allo 0,50%.

Lo yen perde terreno sulle attese di interventi di politica fiscale e monetaria per stimolare l’economia. In recupero il petrolio dopo lo scivolone della vigilia sull’aumento delle scorte statunitensi. Dopo una vigilia debole e dopo la decisione a sorpresa della Bank of England, restano tutte in rialzo dunque le Borse europee (segui qui l’andamento degli indici) anche se decisamente sotto i massimi di giornata.

 

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A livello settoriale gli acquisti premiano principalmente i titoli minerari, con i prezzi dei metalli in rialzo, bene anche energetici e d auto (qui l’andamento dei settoriali europei). Segno più anche a Milano con il FTSE MIB trainato dagli acquisti sui bancari, che bilanciano così le perdite di ieri. Ancora sotto i riflettori Bca Mps mentre si continua a lavorare sulla cessione di circa 10 miliardi di sofferenze nette, in vista degli esiti degli stress test del 29 luglio.

Corre anche Unicredit, premiata da un report di Citigroup e nonostante la conferma arrivata da Vita sulla necessità di aumentare il capitale. Ben comprate anche le azioni del Banco Popolare, di Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Ubi Banca. Bper ha accelerato il passo dopo la notizia, anticipata nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore, della vendita di un pacchetto di Npl per 450 mln euro.

Brusco scivolone per i titoli Rcs Mediagroup dato che da oggi i titoli acquistati sul mercato non possono essere conferiti alle offerte concorrenti di Cairo Comm e della cordata guidata da Andrea Bonomi. I primi risultati arriveranno domani.

Fonte: ilsole24ore.com

 

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