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La Spagna torna alle urne dopo 6 mesi con lo spettro della ingovernabilità

La Spagna torna alle urne dopo 6 mesi con lo spettro della ingovernabilità

Sono passati sei mesi, ma il rischio è lo stesso. La Spagna che lo scorso 20 dicembre ha seppellito il tradizionale bipartitismo Pp-Psoe, e inaugurato un nuovo scenario con quattro forze politiche che non riescono a trovare un accordo tra loro, torna alle urne. L’appuntamento ai seggi è per questa prima domenica d’estate, anche se aleggia ancora lo spettro dell’ingovernabilità.

Stabile l’orientamento dell’elettorato, l’unico scossone potrebbe arrivare da una scelta di carattere strategico: l’alleanza stipulata tra Podemos e i comunisti di Izquierda Unida consentirà alla formazione di Pablo Iglesias di sommare ai voti del suo partito tutto – o quasi – il milione di consensi riscosso a dicembre dalla sigla storica della sinistra.

Voti che, in quell’occasione, valsero a IU solo due seggi in Parlamento, per via di una legge elettorale che penalizza oltre misura i gruppi minori nella ripartizione dei resti su base provinciale. Sommati invece alla sigla “viola”, si crea un effetto moltiplicatore che potrebbe aiutare Iglesias a coronare il sogno coltivato fin da quando, due anni fa, entrò in politica: superare per numero di voti e seggi il Psoe, diventando così forza egemone della sinistra.

 

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Non solo, al termine di una campagna segnata da un’estrema polarizzazione, Podemos non nasconde che il suo obiettivo è quello di consacrarsi come prima forza assoluta, insidiando la posizione dei conservatori del Partito Popolare.

L’eventuale avanzata di Podemos complicherebbe però con ogni probabilità la formazione del cosiddetto governo “del cambiamento”, per il quale necessita del sostegno dei socialisti.

Il leader del Psoe Pedro Sanchez, contrario a qualsiasi forma di “grande coalizione” con il Pp, con o senza Mariano Rajoy alla guida, avrebbe enormi difficoltà anche ad appoggiare l’investitura di Iglesias come premier. Anzi, se i socialisti venissero relegati nel ruolo di terza forza, la stessa continuità di Sanchez alla segreteria del partito verrebbe serriamente messa in dubbio.

Fonte: repubblica.it

 

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