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Migranti uccisi per vendere gli organi al mercato nero, l’ultimo orrore dei trafficanti

Migranti uccisi per vendere gli organi al mercato nero, l’ultimo orrore dei trafficanti

Migranti ammazzati per espiantare i loro gli organi e rivenderli al mercato nero dei trapianti. Sono le atrocità rivelate agli investigatori da Nuredin Atta Wehabrebi, trafficante pentito di origine eritrea che sta collaborando da un anno con i magistrati italiani.

Informazioni raccolte dai capi dell’organizzazione con la quale collaborava in Libia, ma anche da altri migranti che invece sono riusciti a proseguire il loro percorso verso l’Italia.

“Talvolta – è la testimonianza messa a verbale di Wehabrebi – i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare, e allora mi è stato raccontato che queste persone che non possono pagare vengono consegnate a degli egiziani, che li uccidono per prelevarne gli organi e rivenderli in Egitto per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare l’organo e trasportarlo in borse termiche”.

 

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È anche grazie alle dichiarazioni di Wegabrebi che la Procura di Palermo ha potuto dare il via all’operazione “Glauco 3” con la polizia del capoluogo siciliano, che oggi ha portato al fermo di 38 persone tra le province Palermo, Roma, Viterbo, Agrigento, Catania, Trapani, Milano, Lecco, Macerata e Genova. Sono 25 eritrei, 12 etiopi e un italiano, accusati a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell´immigrazione clandestina, all’esercizio abusivo dell´attività di intermediazione finanziaria e al traffico internazionale di stupefacenti. Tutti e 38 aggravati dal carattere transnazionale del sodalizio criminoso.

La rete smantellata oggi fatturava milioni di euro ogni anno, sulla pelle di chi dopo essere arrivato in Libia saliva sui barconi per l’Italia e poi da qui cercava di raggiungere anche altre mete in Europa, in particolare la Germania, l’Olanda e i Paesi scandinavi. Tutto pagato a caro prezzo, per ogni tappa del viaggio.

Fonte: stranieriinitalia.it

 

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