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Mutui 2016- 2017: sale l’Eurirs e il mutuo a tasso fisso diventa più caro

Mutui 2016- 2017: sale l’Eurirs e il mutuo a tasso fisso diventa più caro

Per chi accenderà mutui nei prossimi mesi potrebbero arrivare delle novità importanti, dovute a un cambio di passo della BCE. Nella giornata dell’8 dicembre dalla Banca Centrale Europea è arrivata l’ufficializzazione di misure in parte attese e in parte a sorpresa. Di cosa si parla di preciso? Prima di tutto di un prolungamento del piano di espansione monetaria, la cui scadenza è stata posticipata alla fine del prossimo mese di dicembre.

Degna di nota è però una modifica all’importo immesso sul mercato, che sarà pari a 60 miliardi di euro invece che a 80. Tra le novità tecniche rientra anche l’acquisto di titoli con scadenza a un anno – prima di questa innovazione il limite minimo era pari a due – e di titoli caratterizzati da un rendimento inferiore al tasso sul deposito. Questi due ultimi punti potrebbero influire sulle scelte di chi è prossimo ad accendere un mutuo.

Novità BCE: come impatteranno sul mutuo?

Chi è interessato ai mutui si sta giustamente chiedendo in che modo le decisioni della BCE impatteranno sul finanziamento. Da ricordare prima di tutto è che questo cambio di rotta, in parte inaspettato, ha conseguenze dirette sugli indici Eurirs, il riferimento primario per il calcolo del tasso fisso. Questi potrebbero infatti salire, per effetto della corsa all’acquisto da parte di operatori finanziari interessati a portare a casa titoli a breve scadenza.

Gli effetti si stanno già facendo sentire. Nella giornata dell’8 dicembre l’Eurirs a 25 anni è infatti salito di 5 punti base.

Effetto Trump: ecco cosa sapere prima di stipulare mutui

 

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Parlare delle novità che impatteranno sui mutui nei prossimi mesi non significa considerare solo le decisioni della BCE, ma argomentare anche di effetto Trump. Da quando Donald Trump ha vinto la corsa alla Casa Bianca e ha promesso politiche fiscali d’impronta espansiva per gli USA, gli analisti hanno cominciato a considerare gli effetti di queste ultime per l’Europa.

Il riflesso principale è stato un aumento delle aspettative d’inflazione nell’Eurozona, con una proiezione a 5 anni passata dall’1,4 all’1,6%.

Mutuo a tasso fisso: i valori della scorsa estate sono lontani

Queste novità rendono chiaro il fatto che, per quanto riguarda i mutui a tasso fisso, i valori di cui si poteva parlare la scorsa estate – indici Eurirs pari allo 0,7% – sono molto lontani. Oggi bisogna considerare dei punti di riferimento che valgono il doppio, il che implica un costo maggiore per il mutuatario.

Tasso del mutuo: prevederlo rimane un’incognita

Quando si parla di mutui è comunque difficile prevedere il tasso a lungo termine, in quanto si tratta di prodotti di lunga durata. Capire cosa succederà nei prossimi 15 – 20 anni è molto difficile. Di quasi certo è che il tasso variabile, anche se non in maniera drastica, salirà nel corso dei prossimi 5 anni.

Fondamentale affinché il mutuo a tasso fisso rimanga un prodotto competitivo è che l’inflazione si verifichi davvero. In caso contrario l’assicurazione potrebbe diventare un onere difficile da sostenere per il cliente.

 

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