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Mutui casa, addio ai mini finanziamenti. I tassi ricominciano a crescere

Mutui casa, addio ai mini finanziamenti. I tassi ricominciano a crescere

Spariscono i mini tassi d’interesse dei mutui casa. Da gennaio 2017 quanti desiderano sottoscrivere un mutuo per l’acquisto della casa si ritroveranno a dover sostenere spese più alte di quanto non si dovrebbero corrispondere se si fosse stipulato il mutuo nel 2016.

Un cambio di passo di cui erano già emersi i primi segnali. Negli ultimi mesi infatti l’Eurirs, uno dei parametri di riferimento per il calcolo dei tassi d’interesse, aveva ricominciato a crescere. Fenomeno dovuto anche alla lieve ripresa dell’economia.

Ora però a muoversi sono le grandi banche italiane. Il primo passo lo ha fatto Intesa Sanpaolo che fin dai primi giorni dell’anno inizierà al alzare i tassi applicati ai mutui casa offerti.

Incremento che dovrebbe essere di 50- 60 punti base, ossia di circa 30- 40 euro in più sulla rata mensile. In altre parole, il tasso fisso finito di Intesa Sanpaolo cambierà e arriverà all’1,10% o all’2,10%, a seconda delle durata del piano di rimborso. Il tasso variabile proposto da Intesa Sanpaolo invece salirà allo 0,70% e all’1,40%.

Mutui casa: la prima ad alzare i tassi è Intesa San Paolo

 

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È chiaro che ancora si tratta di livelli molto contenuti. In ogni caso i rincari dei tassi d’interesse riguarderanno solo i nuovi finanziamenti, ossia i mutui che verranno sottoscritti a partire da gennaio 2017. Il rialzo dei tassi quindi non interesserà i finanziamenti già in corso, né le pratiche che sono già in corso di finalizzazione.

È necessario precisare che quelli apportati non sono ritocchi particolarmente esosi, ma rappresentano comunque un segnale di un cambio di passo. Cambio che probabilmente interesserà tutto il settore dei finanziamenti. Il fatto che Banca Intesa San Paolo abbia deciso di alzare i tassi fa pensare che altre banche abbiano già preparato una mossa analoga.

Negli ultimi anni Intesa San Paolo infatti ha sempre anticipato le tendenze del mercato e spesso ha anche tracciato il solco sui cui poi si sono mosse le altre banche e finanziarie. La ragione di questo cambio di rotta sarebbe la necessità di affrontare costi più alti che vengono applicati alla banca perché questa possa “accedere al mercato dei capitali dopo il rialzo dello spread Btp/Bund”.

È quanto ha spiegato di recente il responsabile della Direzione Marketing di Intesa Sanpaolo, Andrea Lecce. In effetti è vero che lo spread Btp/Bund ha vissuto un periodo di importante rialzo. Il valore infatti all’inizio dell’anno si attestata a 100 punti, mentre ora è arrivato a quota 160.

Per alcuni mesi, sottolinea Lecce, la banca ha mantenuto invariate le condizioni dei finanziamenti proposti, ma con l’arrivo del nuovo hanno si sono visti costretti ad applicare questi “extra-costi” sui nuovi mutui casa. E, a detta del manager, per sopravvivere, il mercato dovrà “fare la stessa mossa”.

 

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