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Nigeriano ucciso a Fermo, fermato ultrà per omicidio

Nigeriano ucciso a Fermo, fermato ultrà per omicidio

Fermato Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana indagato per la morte del Emmanuel Chidi Namdi, il 36enne nigeriano che il 5 luglio è stato pestato a morte a Fermo. Per Mancini l’accusa è di omicidio preterintenzionale.

L’uomo fino ad ora era indagato a piede libero. Nella Prefettura di Fermo sta per cominciare la riunione del Comitato per la sicurezza pubblica, con la presenza del ministro Angelino Alfano. «Il Governo oggi a Fermo con don Vinicio e le Istituzioni locali in memoria di Emmanuel. Contro l’odio, il razzismo e la violenza», ha scritto Matteo Renzi su Twitter.

Mancini è titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, che conta una cinquantina di tori. Alto circa un metro e 90 e corpulento, è un volto noto della tifoseria ultrà della locale squadra di calcio. A causa delle sue violenze sugli spalti Mancini era già stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno.

 

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Stando a una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti, due sere fa Mancini ha insultato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery, gridandole «scimmia africana» e strattonandola, tanto da provocarle alcune escoriazioni. Il migrante ha reagito sradicando un paletto stradale con il quale avrebbe colpito l’ultrà, facendolo cadere a terra.

Mancini però si è rialzato e ha dato un pugno a Namdi, che a sua volta è stramazzato a terra, battendo la testa, prima di essere colpito ancora. Le condizioni del nigeriano, entrato in coma irreversibile, erano apparse subito disperate. La morte ieri, in ospedale. Alla scena avrebbero assistito tre testimoni, e un amico che era insieme all’ultrà.

Fonte: ilmessaggero.it

 

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