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Opzione donna 2017: ecco tutte le novità sulla pensione anticipata

Opzione donna 2017: ecco tutte le novità sulla pensione anticipata

Il varo dell’ultima riforma pensioni ha portato all’approvazione dell’estensione dell’opzione donna 2017. Questo regime sperimentale è in vigore già dal 2004 e consente alle lavoratrici sia dipendenti sia autonome di andare in pensione qualche anno prima del previsto, a patto di accettare il calcolo dell’assegno sulla base del metodo contributivo.

Regime sperimentale: ecco come sono cambiate le cose

La principale novità riguardante l’opzione donna 2017 è legata all’allargamento della platea di beneficiari. Con l’ultimo pacchetto previdenziale, infatti, la possibilità di andare in pensione qualche anno prima con un assegno calcolato con il metodo contributivo è stata estesa anche alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre del 1958.

La condizione necessaria per richiedere l’accesso al regime sperimentale riguarda però il fatto di aver maturato entro il 31 dicembre 2015. Il beneficio in questione riguarda anche le lavoratrici autonome, che possono accedere al regime un anno dopo rispetto alle dipendenti.

I pro e i contro dell’opzione donna: cosa bisogna sapere

L’opzione donna 2017 consente di anticipare di diversi anni la pensione, ma a un costo non indifferente. Come sopra specificato, una delle condizioni di accesso al regime riguarda la scelta di avere un assegno calcolato con il metodo contributivo, basato quindi sui contributi versati nel corso della carriera lavorativa.

 

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A livello concreto questo si traduce con una diminuzione dell’importo percepito ogni mese. La suddetta è maggiore se la lavoratrice ha almeno 18 anni di contributi alle spalle al 31 dicembre 1995. In generale si può parlare di una riduzione compresa tra il 25 e il 30%. Le stime specifiche dipendono poi dall’età della lavoratrice e dalla sua posizione al momento di accesso al regime.

Alternative al regime sperimentale: ecco quali sono

L’opzione donna 2017 non è l’unica soluzione a disposizione delle lavoratrici che vogliono andare in pensione prima. Da ricordare è il fatto che quest’anno, a partire dal 1° maggio, sarà possibile richiedere l’APE. L’anticipo pensionistico rappresenta la concretizzazione della flessibilità in uscita, richiesta per diverso tempo da più parti. Per accedervi è però necessario soddisfare alcuni requisiti.

APE: i requisiti per richiederlo

Per richiedere l’APE, valida alternativa all’opzione donna 2017, bisogna avere almeno 63 anni di età. Grazie all’anticipo pensionistico, le lavoratrici che vogliono andare in pensione prima (in questo caso i tempi sono diversi rispetto al regime sperimentale), possono sottoscrivere un prestito ventennale con un istituto di credito convenzionato con l’Inps.

Il suddetto viene restituito tramite decurtazioni sull’assegno mensile. In casi molto particolari, che comprendono per esempio le disoccupate di lungo corso, le care givers e le lavoratrici che svolgono mansioni particolarmente usuranti, l’APE si configura come reddito ponte tra lavoro e pensioni ed è totalmente a carico dello Stato. Da ricordare è anche la possibilità di usufruire dell’APE aziendale, utile per le lavoratrici in esubero che possono far pagare al datore di lavoro il costo dell’anticipo.

 

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