Le Primavere arabe deprimono le economie, secondo il FMI Stampa E-mail
Mercoledì 26 Ottobre 2011 14:50

Le primavere arabe hanno rallentato l’economia di tutti paesi arabi coinvolti in questa corrente, lasciando pero prosperare i ricchi paesi del Golfo , risparmiati dalle contestazioni, secondo un rapporto del Fondo Monetario Internazionale pubblicato mercoledì a Dubai. La Tunisia da dove nasce questo movimento popolare avrà una crescenza pari a zero nel 2011, in confronto al 2010 dove era riuscita ad arrivare al 3,1% di crescita, annunciano le cifre delle rispettive economie trimestrali regionali del FMI. Anche in Egitto, paese arabo più densamente popolato, la crescita calerà, con il PIL che arriva solo al 1,2% nel 2011 confronti al 5,1% del 2010 dopo le rivolte di gennaio/febbraio. Le incertezze politiche ed economiche in questi due paesi importatori di petrolio, e la debolezza dell’economia europea, partner commerciale di primo piano, continueranno a pesare su Egitto e Tunisia nel 2012 con una ripresa ancora più bassa del previsto stima il FMI.

 La Libia che ha rovesciato il potere del regime di Gheddafi dopo otto mesi di conflitto armato, presenta delle prospettive ancora più buie .“Il PIL reale dovrebbe perdere oltre il 50% “ scrive il FMI a proposito di questo paese che esportava 1,65 milioni di barili di petrolio al giorno prima della rivolta e che fatica a ristabilire la sua produzione.

 Le violenze in Libia hanno anche  avuto ripercussioni sui paesi vicini, costringendo 1,5 milioni di emigrati , in particolare egiziani e tunisini a lasciare il paese. Il Fono Monetario Internazionale prevede anche un calo del 2% dell’economia siriana, dove il regime di Assad cerca da marzo di schiacciare il movimento di contestazione senza precedenti, dopo anni di robusta crescita economica.

 Lo Yemen, anche lui vedrà la sua economia calare del 2,5% per il 2011, dopo una crescita del 8% del 2010 . Le sommosse hanno causato anche un considerevole calo del turismo in Egitto, Giordania, Libano, Siria e Tunisia nei primi cinque mesi dell’anno” ricorda il FMI. Gli investimento stranieri diretti sono diminuiti in questi paesi, dove le misure che puntano a stimolare l’economia si scontrano con il margine delle manovre che limitato il budget e all'aumento del costo del prestito” secondo l’istituto monetario .“Conseguenza: un periodo difficile si prospetta per questi paesi per il resto del 2011 e 2012, e il processo di ripresa sarà lungo “ insiste il FMI.

 Il Barhein , monarchia del Golfo più toccata dalle contestazione, vedrà la sua economia limitarsi ad un 1,5% nel 2011 contro il 4,1% del 2010.

 Le prospettive, invece, sono eccellenti per i paesi produttori di petrolio del Golfo risparmiati dalle contestazioni. Mentre i prezzi del petrolio aumentano- 31% in più del 2010- Il Kuwait, l’Arabia Saudita e gli Emirati arabi uniti, hanno in effetti aumentato la loro produzione di petrolio per compensare la mancanza libica e il Qatar ha sviluppato ancora di più la sua capacità di produzione di gas naturale liquefatto.

 L’economia del Kuwait dovrebbe crescere del 5,7% (3,4% nel 2010) e quella degli Emirati arabi uniti di 3,3% (3,2% nel 2010). L’Arabia Saudita crescerà del 6,5% nel 2011 (4,1% nel 2010) e quella del Qatar continuerà a volare con più 18,7% dopo il 16,6% dell’anno scorso. L’Oman, che sembra essersi lasciato alle spalle i disordini sociali, registrerà una crescita del 4,4% contro il 4,1% del 2010.



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