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Pensione anticipata APE e APE Social: tutte le novità e le polemiche

Pensione anticipata APE e APE Social: tutte le novità e le polemiche

Pensione APE social: cos’è e cosa cambia rispetto all’APE standard

Nelle ultime settimane, si sente sempre più spesso parlare della pensione anticipata APE e APE Social, punti chiave della riforma pensionistica che farà parte della prossima Legge di Stabilità.

Ma anche se in molti ne parlano sono pochi a conoscere quali sono le differenze tra APE e APE social e chi sono i potenziali beneficiari di queste due misure previdenziali.

Iniziamo con il dire che l’APE social è una versione agevolante dell’APE e consentirà ai lavoratori con 30 o 36 anni di versamenti contributivi che sono nati tra il 1951 e il 1953 di andare in pensione anticipando di 3 anni e sette mesi la soglia dell’età pensionabile.

L’APE social si differenzia dall’APE per i requisiti richiesti ma anche perché in questo caso l’anticipo pensionistico è a carico dello Stato Italiano. Per quanto riguarda l’APE volontaria, ricordiamo che sono richiesti solo 20 anni di contributi previdenziale contro i 30 necessari per l’accesso all’APE social.

Pensionamento anticipato 2017: i beneficiari dell’APE social

Tuttavia non è chiaro quali saranno esattamente le categorie di lavoratori che potranno beneficiarne poiché la riforma pensionistica non entrerà in vigore fino al prossimo maggio. È certo però che saranno inclusi tra i beneficiari i cassintegrati, i disoccupati e i lavoratori nel cui nucleo familiare rientrano invalidi con gravi disabilità.

Dovrebbero avere accesso al pensionamento anticipato anche i lavoratori che hanno svolto mansioni usuranti e che sono in possesso di minimo 36 anni di contributi. Ai fini dell’accesso all’APE social è necessario inoltre che il richiedente non superi la soglia di reddito di 1500 euro.

Pensione anticipata novità e polemiche

La questione dell’APE ha creato anche molte polemiche sia tra i politici che tra i rappresentanti delle associazioni sindacali. Susanna Camusso si è dichiarata insoddisfatta per quanto riguarda le soluzioni pensionistiche attualmente in discussione.

 

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La Commissione Lavoro della Camera inoltre ha già depositato 30 emendamenti collegati alla pensione anticipata tramite APE e alla riforma pensioni. Emendamenti che pesano sulla prossima Legge di Stabilità e potrebbero modificarla anche in modo sostanziale.

A detta della Cgil, infatti, i requisiti richiesti per l’accesso alla pensione dovrebbero essere abbassati, affinché le forme di pensione anticipata diventino alla portata di un maggior numero di lavoratori.

Altro problema è quello legato alla minimizzazione delle categorie di lavori usuranti. Sembra infatti che la pensione anticipata tramite APE sia stata resa accessibile solo a una piccola parte di lavoratori che hanno svolto mansioni usuranti. Il rischio sarebbe quello di scontentare molti lavoratori.

Per manifestare il proprio malcontento riguardo all’accesso all’APE, tantissimi lavoratori si raduneranno in piazza domani, 12 novembre 2016. La manifestazione si terrà contemporaneamente in due città: Torino e Palermo. L’obiettivo della dimostrazione sarebbe chiedere il pensionamento per tutti i lavoratori con 41 anni di contributi previdenziali.

Calcolo pensione anticipata: quando l’APE diventa troppo costosa

Gli emendamenti presentati in merito alla riforma pensionistica richiedono, tra le altre cose, una riduzione del requisito previdenziale per accedere all’APE Social per poter avvantaggiare tutti i lavoratori che hanno svolto attività faticose o stressanti. Richiesto inoltre l’inserimento dell’opzione donna a partire dalla fine di luglio 2016.

Il punto però è che l’APE, almeno per come è prevista al momento, si sta rivelando molto meno equa di era stato ipotizzato. Chi deciderà di andare in pensione anticipatamente si vedrà infatti decurtare dall’assegno pensionistico una quota fino al 5,5% per ogni anno di anticipo. Una detrazione che però può tradursi in una riduzione di oltre un quinto dell’assegno spettante.

Un prezzo altissimo per quanti percepiscono uno stipendio basso. Per i lavoratori precoci inoltre non sarà sufficiente aver lavorato 12 mesi prima del compimento del 19esimo anno di età. Sarà necessario infatti anche appartenere ad una categoria di lavoratori considerata disagiata.

 

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