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Pensioni 2017: gli assegni pensionistici non saranno rivalutati

Pensioni 2017: gli assegni pensionistici non saranno rivalutati

La situazione relativa alla rivalutazione delle pensioni non subirà particolari variazioni. I trattamenti, anche per il 2017, non saranno infatti interessati da adeguamenti sulla base dei dati dell’inflazione. A ufficializzare la cosa è un decreto del Ministero dell’Economia che è stato pubblicato giovedì scorso 17 novembre in Gazzetta Ufficiale.

Rivalutazione pensione: anche per il 2017 non ci sarà

Questo quadro relativo alla rivalutazione delle pensioni – al centro dell’attenzione mediatica fin dal blocco parziale introdotto dalla Riforma Fornero – non è la prima volta che si presenta. Già per il 2016 è stato possibile parlare di una rivalutazione pari allo zero, dovuta alla mancanza di crescita dell’inflazione. Per entrare nel dettaglio di quello che succederà il prossimo anno è bene specificare che gli indici Istat presentano un dato negativo, corrispondente allo 0,1%. Questo segno meno per l’inflazione non è stato preso in considerazione nel processo delle rivalutazioni delle pensioni in virtù di una clausola contenuta nel testo della Legge di Stabilità 2016.

Secondo questo riferimento normativo, il valore di rivalutazione applicato ai trattamenti di natura previdenziale e assistenziale non può essere negativo.

Pensione 2017: ecco a quanto ammonterà l’importo di gennaio dell’anno prossimo

Le pensioni che verranno pagate a gennaio 2017 saranno quindi uguali a quelle di quest’anno. Tale situazione presenterà due eccezioni. La prima riguarderà tutti i beneficiari e consisterà in un conguaglio negativo una tantum, chiamato in causa per recuperare quanto erogato in eccesso nel corso del 2015. All’inizio dello scorso anno, infatti, è stata inquadrata una perequazione provvisoria dello 0,20%. Il dato effettivo è stato invece individuato come pari allo 0,20%.

 

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Tenendo conto di questo parametro, avrebbe dovuto esserci un recupero negativo nel mese di gennaio 2016. Per evitarlo è stato introdotto nell’ultima Legge di Stabilità un comma che sospendeva il recupero inflattivo, prevedendo la possibilità di effettuarlo con la rivalutazione dei trattamenti.

Recupero negativo: a quanto ammonta?

A quanto ammonta il recupero negativo in questione? Si parla d’importi contenuti. Per i titolari di pensioni tre volte superiori al trattamento minimo, la somma è pari allo 0,1% dell’assegno, da moltiplicare per 13 mensilità.

Per fare un esempio concreto, possiamo dire che chi è beneficiario di una pensione lorda di 1.400€, deve restituire solo 18,20€. Chi invece percepisce trattamenti superiori vedrà un importo in proporzione ridotto, in quanto la perequazione viene riconosciuta in una misura che va dal massimo del 95 al minimo del 45%.

Pensioni 2017: la seconda eccezione

La seconda eccezione relativa all’ammontare delle pensioni 2017 non ha nulla a che fare con la perequazione, ma riguarda il contributo di solidarietà. Dal prossimo anno, infatti, non verrà più applicato alle fasce comprese tra le 14 e le 30 volte il trattamento minimo. I suddetti assegni torneranno quindi a essere erogati a importo pieno.

 

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