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Pensioni 2017: come potrebbe cambiare l’APE

Pensioni 2017: come potrebbe cambiare l’APE

Dopo l’entrata in vigore ufficiale delle misure relative alla riforma pensioni si parla già di cambiamenti al pacchetto. I mutamenti potrebbero riguardare i requisiti per l’accesso all’APE social.

APE social: ecco cosa potrebbe fare l’esecutivo Gentiloni

L’esecutivo Gentiloni, entrato in carica dopo le dimissioni di Renzi, potrebbe apportare dei cambiamenti all’APE social. Nello specifico si tratterebbe, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, di un miglior computo contributivo per i soggetti invalidi. Le nuove misure riguardanti le pensioni potrebbero quindi favorire i contribuenti con un’invalidità a partire dal 60%. La versione originale dell’APE social prevede che il reddito ponte sia concesso invece a chi ha un’invalidità del 74%.

Il celebre quotidiano economico ricorda anche che, prima dell’attuazione dell’APE, è necessario il varo di tre decreti ministeriali del Presidente del Consiglio. Questo vuol dire che la misura è suscettibile di ulteriori modifiche.

Riforma previdenziale: i sindacati chiedono nuovi interventi

Il possibile ritocco dei requisiti dell’APE social non è l’unica cosa da ricordare quando si parla di pensioni. Degno di nota è anche l’invito, arrivato dai sindacati al Governo, di proseguire il confronto con le varie sigle. Al centro dell’attenzione in questo caso c’è Romano Bellissima, segretario della Uil pensionati, che ha sottolineato un merito del Governo Renzi. Quale di preciso? La separazione della previdenza dall’assistenza. Bellissima ha anche posto l’accento sull’importanza di studiare un nuovo paniere Istat.

Inps: cosa succederà ad aprile?

 

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Tra le novità riguardanti il mondo delle pensioni è possibile ricordare anche la recente circolare dell’Inps riguardante il recupero della perequazione. L’Ente ha fatto sapere al proposito che da aprile provvederà al recupero di quanto dato in più nel 2015 attraverso delle trattenute. Le decurtazioni in questioni saranno modeste, nella misura dello 0,1%.

Se in questo caso l’Inps recupera dei soldi, in altri, invece, è costretto a corrispondere dei pagamenti dovuti. Questo è il focus della situazione segnalata da Cgil Toscana. Secondo quanto rilevato da questa sigla sindacale, da qualche anno l’Ente non invia il modello Obis-M. Il documento in questione è la busta paga dei pensionati. La sua importanza è fondamentale, in quanto esaminandolo si possono individuare errori di calcolo.

Tagli ai trattamenti: Damiano chiede un emendamento

Per avere un quadro completo dell’attuale situazione delle pensioni è da ricordare il recente intervento di Cesare Damiano. Il Presidente della Commissione Lavoro alla Camera è tornato a far parlare di sé chiedendo un emendamento. Le sue istanze riguardano nello specifico i tagli ai trattamenti. Il promotore della Quota 100 considera infatti le trattenute di aprile come penalizzanti agli occhi dei pensionanti.

Cesare Damiano suggerisce al proposito di utilizzare il decreto Milleproroghe per spostare i suddetti tagli al 2018. A detta dell’esponente PD il suddetto intervento avrebbe un costo più che sostenibile pari a 185.000€.

 

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