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Pensioni precoci 2017: ecco le ultime novità per il pensionamento anticipato

Pensioni precoci 2017: ecco le ultime novità per il pensionamento anticipato

Il nodo delle pensioni precoci rimane al centro dell’attenzione mediatica. Nonostante l’approvazione del pacchetto previdenziale, infatti, permangono dei forti interrogativi per quel che concerne il futuro pensionistico di chi ha cominciato a versare contributi prima del compimento della maggiore età.

Lavoratori precoci delusi dalla manovra previdenziale: ecco perché

Il problema delle pensioni precoci non è stato certo risolto con il varo dell’ultimo pacchetto previdenziale, atteso sia per via dell’introduzione della flessibilità in uscita, sia per la speranza di superare alcune criticità portate in luce dal varo della Legge Fornero nel 2011.

Per i precoci, a cui era stata fatta ventilare l’introduzione universale della Quota 41 e della possibilità di andare in pensione una volta maturati i 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica e senza penalizzazioni, le cose non sono cambiate poi molto, fatta eccezione per alcuni contribuenti che si trovano ad affrontare condizioni reddituali particolarmente svantaggiate.

Quota 41: cosa succederà dopo il mese di marzo?

Per vedere i primi effetti concreti del nuovo pacchetto previdenziale bisogna aspettare marzo e il varo dei decreti attuativi. Nel frattempo, sul fronte degli utenti interessati alla questione delle pensioni precoci, è possibile parlare di un numero sempre più alto di persone che si stanno chiedendo quando sarà possibile fare domanda ufficiale per accedere al trattamento pensionistico con la Quota 41.

 

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Per ora, purtroppo, a questa domanda è impossibile dare una risposta. Come sopra specificato, bisogna attendere il mese di marzo, quando dovranno per forza uscire i decreti attuativi. I lavoratori precoci hanno però un timore molto forte, ossia il fatto che non vi siano risorse sufficienti per coprire tutti i trattamenti di pensione anticipata richiesti tramite la Quota 41.

La Legge di Stabilità, infatti, parla della possibilità di andare in pensione con la Quota 41 solo in caso di rispetto di specifici limiti di spesa che, per il 2017, sono stati fissati a 360 milioni di euro. Cosa potrebbe succedere nel caso in cui i fondi non dovessero rivelarsi sufficienti? In tali frangenti si parlerebbe di uno slittamento della decorrenza dei trattamenti.

Pensioni quota 41: cosa sapere in merito all’anticipo sulla buonuscita

Rimanendo sempre nel vivo del tema pensioni precoci, bisogna specificare che sono sempre di più i lavoratori che si chiedono se, per la quota 41, è previsto un anticipo sulla buonuscita o se è necessario attendere la maturazione dei requisiti sulla base delle regole previste dalla Legge Fornero. Ecco come andranno le cose.

Pensioni dei lavoratori precoci: le specifiche sulla buonuscita

Per quanto riguarda il nodo dei lavoratori precoci e la questione dell’anticipo sulla buonuscita è doveroso sottolineare che, almeno per i lavoratori pubblici, la suddetta somma non è prevista. A livello concreto significa che, andando in pensione con la quota 41, questi lavoratori riceveranno il tfr dopo un anno e 10 mesi dalla maturazione dei requisiti contributivi se uomini, e dopo 10 mesi nel caso delle lavoratrici donne.

 

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