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Prestiti Inpdap per dipendenti e pensionati INPS 2017

Prestiti Inpdap per dipendenti e pensionati INPS 2017

Prestito INPDAP per Dipendenti e Pensionati INPS

Il contesto economico attuale e le maggiori esigenze individuali generano non di rado la necessità di un aiuto economico, ovvero di un finanziamento erogato generalmente tramite i prestiti. Se i soggetti richiedenti sono dipendenti pubblici o pensionati, essi possono godere di un canale preferenziale, rappresentato dai prestiti INPDAP concessi dall’INPS.

Che cosa sono i prestiti INPDAP?

In passato questi prestiti erano erogati dall’Istituto Nazionale di Previdenza e Assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica, soppresso nel 2011 con l’approvazione del Decreto Salva Italia del governo Monti, e per questo passati in capo all’INPS, assieme a tutte le altre attività che erano di competenza dell’istituto di previdenza.

Parliamo di canale preferenziale, perché questi prestiti vengono concessi a condizioni economiche più vantaggiose rispetto agli altri finanziamenti presenti sul mercato e con un’offerta di prodotti finanziari piuttosto variegata. Vediamo quindi tra quanti e quali prestiti è possibile scegliere, e quali risultano i più adatti a rispondere alle esigenze del richiedente.

Prestiti diretti o prestiti indiretti: qual è la differenza?

La prima grande distinzione riguarda la tipologia di erogazione, che può essere diretta o indiretta. Nel caso di erogazione diretta, il capitale dedicato ai richiedenti viene finanziato direttamente con il Fondo dell’istituto, ovvero con la Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali, mentre nel caso di erogazione indiretta, il capitale viene erogato tramite convenzioni stipulate con istituti di credito, come banche o finanziarie.

Il prestito diretto si basa quindi sulla presenza del Fondo, istituito nel 1996, e obbligatorio per tutti i dipendenti pubblici che appartenevano alla gestione ex-INPDAP; oggi, invece, anche i dipendenti e i pensionati delle amministrazioni pubbliche possono aderirvi. Il Fondo è finanziato in parte tramite la retribuzione dei dipendenti, che versano la Ritenuta fondo credito corrispondente allo 0,35% della loro retribuzione lorda; i pensionati, invece, lo 0,15% della pensione. Da specificare che questa aliquota contributiva non appartiene alle trattenute per fini previdenziali, ma rappresenta un contributo aggiuntivo. Ogni anno, in base alla disponibilità, vengono determinati i servizi da offrire e le modalità con cui offrirli.

Se invece il richiedente non è iscritto al Fondo, può accedere ai prestiti indiretti o in convenzione, che vedono la presenza di un terzo soggetto, ovvero l’istituto di credito.

Quali tipologie di prestito INPDAP possono essere erogate?

Questi prestiti rappresentano un canale preferenziale anche perché l’offerta non è limitata, ma si articola in diversi prodotti finanziari. Per cui un’ulteriore distinzione riguarda la tipologia di prestito, che può essere un piccolo prestito o un prestito pluriennale, a sua volta distinto tra diretto e garantito. Vediamo quindi più nel dettaglio quali sono le caratteristiche di ciascuna tipologia e come fare a scegliere.

Il piccolo prestito INPDAP

Il piccolo prestito è così denominato, in quanto il capitale massimo erogabile è di 5 mila euro, con un piano di ammortamento compreso tra 12 e 48 mesi, rimborsabile tramite trattenute di stipendio o pensione. Pertanto questa tipologia è preferibile per piccole spese improvvise o urgenti. Il tasso con cui il capitale è ceduto è fisso e pari al 4,25% (TAN).

Le spese di amministrazione ammontano invece allo 0,50% (TAEG) del capitale lordo finanziato. Questa descrizione riguarda il piccolo prestito generico; esso assume poi delle caratteristiche specifiche che dipendono dalla tipologia di richiedente.

 

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Abbiamo quindi il:

  1. Piccolo prestito INPDAP Gestione Magistrale: si rivolge ai dipendenti iscritti all’ex ENAM, ovvero l’Ente Nazionale di Assistenza Magistrale, istituito nel 1947 per gli insegnanti e i direttori delle scuole elementari e materne statali con finalità assistenziali e previdenziali. (maggiori dettagli qui: http://www.inpdapprestiti.it/info/piccolo-prestito/)

    All’interno dell’ENAM esisteva una Cassa Mutua per concedere piccoli prestiti agli iscritti, che non eccedevano le due mensilità. L’ente è poi stato soppresso dal governo Berlusconi nel 2010, che ha spostato tutte le sue attività e rapporti in capo all’INPDAP, poi a sua volta soppresso dal Governo Monti.

    Oggi questo prestito è riservato ai dipendenti iscritti all’ex ENAM, che lavorano da almeno due anni e a cui mancano più due anni per arrivare alla pensione. Questi soggetti possono richiedere fino a un massimo di due mensilità da rimborsare fino a 24 rate mensili.

    Il tasso annuo è dell’1,5%, cui aggiungere un 1% per le spese amministrative. Come si nota dalla soglia di capitale richiedibile, generalmente questo prestito viene stipulato per finanziare spese come matrimoni, spese di manutenzioni casalinghe, cure odontoiatriche, tasse universitarie e così via. Per richiedere il prestito è necessario inviare i moduli e i documenti tramite procedura online.

  2. Piccolo prestito Gestione Fondi Gruppo Poste italiane: si rivolge invece esclusivamente ai dipendenti di Poste Italiane e delle società a esse collegate.

I prestiti pluriennali

L’altra tipologia di prestito riguarda i prestiti pluriennali, che si differenziano innanzitutto perché bisogna comprovare il motivo della richiesta di finanziamento. Esiste un regolamento con tutte le casistiche per cui è possibile richiedere questo tipo di prestito.

In questo caso il prestito ha durata quinquennale o addirittura decennale, da rimborsare in 60 o 120 rate mensili, che non possono eccedere il quinto dello stipendio o della pensione netta. In questo caso il TAN (tasso di interesse nominale annuo) è del 3,50%, mentre il TAEG rimane dello 0,50% come per i piccoli prestiti.

I richiedenti devono essere attivi da almeno quattro anni, mentre i pensionati devono aver versato almeno quattro anni di contributi; devono poi avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Può però richiedere questo prestito anche chi ha un contratto a tempo determinato non inferiore ai tre anni, purché però riesca a rimborsare il capitale prima della fine del rapporto di lavoro.

Un’ulteriore tipologia: i prestiti pluriennali garantiti

All’interno di questa categoria, distinguiamo il prestito pluriennale garantito che gode di due caratteristiche principali: innanzitutto non è un prestito diretto, e quindi viene erogato da una banca o finanziaria convenzionata con l’INPS; inoltre è così chiamato perché vede la presenza dell’ente che garantisce il capitale contro tre rischi, che sono l’eventuale morte dell’iscritto prima della fine del rimborso, il caso di riduzione dello stipendio del richiedente, e la cessazione dal servizio senza diritto a pensione. La durata rimane uguale a quella dei prestiti pluriennali, ovvero è compresa tra i 5 e i 10 anni.

La domanda viene trasmessa all’istituto di credito che, non appena ha formulato la proposta di contratto, la invia all’amministrazione, che sarà responsabile di farla pervenire all’INPS; a questo punto l’INPS deciderà se concedere o meno la garanzia. Nel momento in cui si fornisce la documentazione, non va dimenticato che in questo caso sarà necessaria anche una certificazione medica di sana costituzione. Poiché non si tratta di un prestito diretto, TAN e TAEG dipendono dall’istituto di credito che eroga il finanziamento, ma comunque gli enti erogatori sono tenuti ad esplicitare l’ammontare del TAEG.

Infine è da ricordare che i dipendenti pubblici e pensionati possono godere anche dell’esistenza del mutuo ipotecario. Anche in questo caso il mutuo vede degli interessi molto più competitivi rispetto a quelli di mercato, che ad oggi corrispondono al 2,95% per il mutuo a tasso fisso, mentre per il tasso variabile bisogna distinguere tra un primo anno in cui il tasso è del 3,50%, mentre per gli altri anni corrisponde all’Euribor a 6 mesi più 90 punti.

 

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