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Prestito vitalizio ipotecario 2016: risparmia con l’ipoteca

Prestito vitalizio ipotecario 2016: risparmia con l’ipoteca

Hai più di 65 anni, sei proprietario di casa e vuoi un finanziamento che ti permetta di risparmiare? Scegli di stipulare un prestito vitalizio ipotecario. Come funziona, cosa offre e perché è conveniente? Scoprilo subito.

Si tratta di un finanziamento introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano nel 2005. Questo primo passo non ha però rappresentato una svolta decisiva per via del vuoto di indicazioni normative.

Prestito vitalizio ipotecario 2016: le novità normative

È stato prodotto un cambiamento significativo nel 2015 con il varo della legge n° 44 del 2 aprile. Per comprendere di cosa si tratta specifichiamo che è un piano che prevede la possibilità per gli over 65 proprietari di un immobile di ricevere un finanziamento a fronte dell’iscrizione ipotecaria sulla suddetta unità.

La somma ricevuta deve essere rimborsata dagli eredi al momento del decesso del titolare principale del contratto di prestito.

 

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Il prestito vitalizio ipotecario permettere di richiedere un importo massimo pari a 350.000€. Per quanto riguarda il rapporto della somma richiesta rispetto al valore dell’immobile (loan to value), ricordiamo che più il richiedente è avanti con l’età, più ha la possibilità di richiedere una cifra vicina alla somma massima concedibile.

Imposta sostitutiva e rimborso integrale

In sede di scelta della banca di riferimento è consigliabile valutare l’entità dell’imposta sostitutiva, pari allo 0,25% nel caso in cui l’immobile ipotecato è registrato come prima casa d’abitazione del richiedente il prestito.

Vi ricordiamo inoltre che l’ordinamento prevede diversi casi in cui è necessario procedere con il rimborso integrale. Quali sono?

  • Decesso del titolare del contratto di prestito. In questo caso gli eredi hanno la possibilità di estinguere il debito e di diventare proprietari dell’unità immobiliare.
  • Trasferimento parziale o totale della proprietà o di altri diritti reali.
  • Messa in atto di azioni che riducono il valore dell’immobile (rientrano in questo elenco le garanzie a favore di terzi)
  • Attuazione di modifiche all’unità immobiliare senza previo accordo con la realtà creditizia che ha erogato il prestito

Se si verifica una di queste situazioni e il finanziamento non viene rimborsato entro 12 anni, l’istituto di credito ha la facoltà di mettere in vendita l’immobile sulla scorta del suo appurato valore di mercato.

 

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