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Riforma pensioni 2017: cosa cambia con il nuovo governo Gentiloni

Riforma pensioni 2017: cosa cambia con il nuovo governo Gentiloni

Con l’insediamento del nuovo Governo Gentiloni ci si chiede cosa succederà alla Riforma Pensioni contenuta nel testo della Legge di Bilancio 2017, soprattutto per quello che riguarda la possibilità di accedere alla pensione anticipata tramite APE. Misura previdenziale che ha rappresentato il cavallo di battaglia del Governo Renzi.

Il Governo Gentiloni sarà dunque un governo di scopo, ossia un’amministrazione creata solo affinché formuli una nuova legge elettorale che consenta di andare alle urne. Allo stesso tempo però il nuovo Governo dovrebbe avere un occhio per quanto riguarda le questioni che il Governo Renzi ha lasciato irrisolte, tra cui appunto la tanto decantata APE.

Nello specifico il pensionamento anticipato tramite APE dovrebbe partire con le modalità già stabilite dal Governo Renzi in accordo con l’Inps. Le eventuali modifiche apportate dal Governo Gentiloni potrebbero riguardare però gli interessi applicati sul prestito pensionistico, che è alla base del meccanismo dell’APE.

 

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Per poter andare in pensione anticipata infatti è necessario stipulare un prestito con l’Inps o in alternativa con un istituto di credito convenzionato con l’ente previdenziale. Il finanziamento verrà erogato tramite accrediti mensili, andando così a sostituire la pensione per il periodo che va dall’accesso all’APE all’effettiva maturazione dei requisiti necessari per accedere alla pensione Inps.

Riforma Pensioni: il governo potrebbe istituire un fondo per la pensione anticipata

Una volta maturati i requisiti per l’accesso alla pensione, il beneficiario del prestito pensionistico rimborserà il capitale ricevuto con un piano di ammortamento a rate mensili che si estenderà per 20 anni. La rata verrà quindi decurtata dall’assegno pensionistico una volta che il lavoratore che ha beneficiato dell’APE sarà effettivamente entrato in pensione.

Si pensa inoltre all’istituzione di un fondo speciale da cui attingere per poter elargire il prestito pensionistico necessario all’accesso alla pensione anticipata. Con la creazione di un fondo ad hoc infatti sarebbe possibile erogare ai pensionati prestiti a tasso zero.

Un escamotage grazie al quale chi ha perso il posto di lavoro, e potrebbe accedere alla pensione tra due o tre anni, potrà ottenere l’anticipo pensionistico con un finanziamento a tasso zero, ossia rimborsando solo il capitale ricevuto. Nell’ipotesi in cui il fondo si dovesse esaurire, i lavoratori in possesso dei requisiti per l’accesso all’APE potrebbero comunque rivolgersi agli istituti di credito in convenzione con l’Inps che garantirebbero comunque prestiti a tassi agevolati.

 

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