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Riforma Pensioni 2017: cosa cambierà con l’APE e chi può sfruttarla

Riforma Pensioni 2017: cosa cambierà con l’APE e chi può sfruttarla

Tra le varie manovre governative che sono attualmente in corso di valutazione, la Riforma Pensioni è senza dubbio la più importante. Il punto fondamentale della riforma è flessibilità in uscita per la quale sono state introdotte diverse misure che facilitano il pensionato.

Tra queste troviamo l’APE, l’anticipo pensionistico che assieme alla sua variante Social consente ai lavoratori di andare in pensione con 2 o 3 anni di anticipo. Oltre a questa la riforma pensione prevede anche il cumulo gratuito per quanti hanno condotto carriere discontinue e l’ottava salvaguardia per gli esodati che hanno subito gli effetti della riforma Fornero.

Nel 2017 quindi potranno accedere alla pensione di vecchiaia i lavoratori e le lavoratrici donne assunte nel settore pubblico che hanno 66 anni e sette mesi di età. Per le donne assunte nel settore privato invece sono richiesti 65 anni e sette mesi, mentre per le lavoratrici autonome servono 66 anni e un mese.

Riforma Pensioni 2017: a maggio entrano in vigore APE e Quota 41

In ogni caso per accedere alla pensione tramite APE è necessario che il lavoratore possa vantare almeno 20 anni di contributi previdenziali. Dopo l’adeguamento alla speranza di vita che è entrato in vigore a gennaio 2016, non sono previsti aumenti per il 2017. Il prossimo scaglione infatti dovrebbe scattare nel 2019.

 

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Per quanto riguarda il pensionamento anticipato, è necessario chiarire cosa cambierà con l’entrata in vigore dell’APE. A partire dal 1° maggio 2017 la misura sarà avviata in via sperimentale per due anni con possibilità di prorogare l’APE anche negli anni successivi.

Potranno accedere al pensionamento anticipato sia i dipendenti privati che quelli pubblici con almeno 63 anni di età (ossia i nati fra il 1951 ed il 1954). Hanno accesso alla misura anche i lavoratori autonomi e parasubordinati. In ogni caso per poter utilizzare l’APE è necessario che al lavoratore non manchino più di 3 anni e 7 mesi al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Tra le misure per il pensionamento anticipato che saranno introdotte con la Riforma Pensioni è necessario citare anche quella dedicata ai lavoratori precoci, ossia la Quota 41, che come l’APE entrerà in vigore a maggio. Si tratta di una misura che permette ai lavoratori precoci di accedere alla pensione anticipata a condizione che abbiano lavorato per almeno 12 mesi prima di aver compiuto il 19 anno di età.

Rispetto agli attuali requisiti per la pensione anticipata inoltre la Quota 41 rappresenta un potenziale sconto che si attesta a 10 mesi per le lavoratrici donne e a un anno e 10 mesi per gli uomini.

 

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