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Riforma pensioni 2017: ecco cosa sta succedendo nel settore previdenziale

Riforma pensioni 2017: ecco cosa sta succedendo nel settore previdenziale

L’approvazione della riforma pensioni 2017 ha rappresentato una svolta per il sistema previdenziale italiano, grazie in particolare all’introduzione della flessibilità in uscita attraverso l’APE, l’anticipo pensionistico che potrà essere richiesto dai lavoratori nati tra il 1951 e il 1954 a partire dal 1° maggio 2017.

APE: in cosa consiste?

Per avere un quadro completo delle novità portate dalla riforma pensioni 2017, già riassunte in schede ad hoc sul sito ufficiale dell’Ente, bisogna cominciare a dettagliare le peculiarità dell’APE. L’anticipo pensionistico, come sopra ricordato, sarà disponibile a partire dal prossimo 1° maggio come misura sperimentale dedicata ai lavoratori nati tra il 1951 e il 1954.

A livello concreto si tratta della possibilità di uscire prima dal mondo del lavoro avvalendosi di una somma di denaro ricevuta in prestito da un istituto di credito convenzionato con l’Inps. Il prestito in questione può essere rimborsato con un piano di ammortamento della durata di 20 anni.

Anticipo pensionistico: altri aspetti tecnici fondamentali

Approfondire le caratteristiche dell’APE è essenziale per capire come sono cambiate le cose con il varo della riforma pensioni 2017. Tra gli altri aspetti tecnici che meritano un cenno è possibile ricordare le modalità di rimborso del prestito, che prevedono una decurtazione sull’assegno pensionistico ricevuto una volta maturati gli appositi requisiti anagrafici e contributivi.

 

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Da sottolineare è che nelle singole rate è compresa anche la quota assicurativa contro il rischio di premorienza e che il prestito in questione non concorre alla formazione del reddito. Degno di un cenno è anche il credito d’imposta del 50% sugli interessi del suddetto finanziamento.

Come richiedere l’accesso all’APE?

Continuiamo a parlare dei dettagli tecnici della riforma pensioni 2017 ricordando che per richiedere l’accesso all’APE volontario bisogna procedere in due fasi. La prima prevede una domanda finalizzata alla certificazione del possesso dei requisiti. Una volta superato questo step è possibile procedere con l’invio della domanda vera e propria. Trascorsi i 30 giorni dal perfezionamento del suddetto contratto comincia l’erogazione del contributo.

APE aziendale: di cosa si tratta e chi ne ha diritto?

Un ulteriore tassello da approfondire in merito alla riforma pensioni 2017 riguarda l’APE aziendale. Questa misura è dedicata ai lavoratori dipendenti di aziende con l’organico in esubero. Cosa succede in questi casi? Che il lavoratore prossimo alla pensione accetta di uscire anticipatamente dall’organico, in cambio di un anticipo pensionistico a carico dell’azienda.

Da ricordare è anche la possibilità di accedere all’APE sociale, un’indennità totalmente a carico delle casse dello Stato e dedicata a categorie particolarmente svantaggiate, come per esempio i disoccupati di lungo corso con alle spalle almeno 30 anni di contributi utili, gli invalidi fino al 74% (anche in questo caso vale il requisito dei 30 anni di contributi), i care givers. La suddetta indennità non può essere superiore ai 1.500€ mensili.

 

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