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Riforma Pensioni 2017: tutte le ultime novità, aggiornato al 23 febbraio 2017

Riforma Pensioni 2017: tutte le ultime novità, aggiornato al 23 febbraio 2017

Riforma Pensioni 2017: in cosa consiste e chi può usufruirne.

L’ APE, acronimo di Anticipo Pensionistico, è un progetto sperimentale che consentirà a una determinata categoria di persone di andare in pensione anticipatamente. Dal 1° maggio 2017 e fino al 31 dicembre 2018, i lavoratori prossimi alla conclusione del percorso lavorativo, potranno usufruire di questa opportunità. Potranno richiedere l’Anticipo Pensionistico i lavoratori che hanno compiuto almeno i 63 anni di età e che si trovano a non più di 3 anni e 7 mesi dal pensionamento di vecchiaia.

L’operazione, contenuta nella Legge di Bilancio 2017, coinvolgerà lavoratori dipendenti e autonomi, come artigiani e commercianti, assicurati presso le gestioni speciali o presso la gestione separata dell’Inps. Sono esclusi gli assicurati presso le casse professionali.

Riforma Pensioni 2017: l’APE volontario e l’APE sociale.

 

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Il progetto sarà attuato tramite due strumenti:

  • L’ APE volontario, messo in atto tramite i prestiti da banche e assicurazioni erogati dall’Inps. Il denaro dovrà essere restituito con rate di ammortamento costanti per 20 anni, una volta percepita la pensione. L’interessato subirà quindi una riduzione della pensione in base all’anticipo richiesto dall’intermediario finanziario che ha dato il prestito. La rata mensile peserà tra il 4,5 e il 4,7 del valore netto dell’assegno per ogni anno di anticipo richiesto. Inoltre, oltre ad aver compiuto 63 anni, dovrà aver versato 20 anni di contributi.
  • L’ APE sociale, è un sussidio pubblico erogato dallo Stato per i lavoratori che meritano una specifica tutela. In questo caso, il beneficiario non avrà nessun effetto negativo sulla pensione. Si configura quindi come un intervento di natura selettiva riservato a quattro categorie: disoccupati, invalidi, lavoratori che assistono il coniuge o parente convivente con handicap o che hanno svolto mansioni difficoltose o rischiose. Inoltre, è fissato un tetto massimo all’importo erogato, di € 1.500. 

Novità e aggiornamenti sono all’ordine del giorno, quindi la riforma pensioni 2017 potrebbe subire ulteriori cambiamenti.

 

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