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Riforma pensioni 2017, le novità su opzione donna, pensione anticipata e lavoratori precoci

Riforma pensioni 2017, le novità su opzione donna, pensione anticipata e lavoratori precoci

Continua la discussione alla Camera sulla nuova riforma pensioni. Il 23 di novembre si sono tenuti gli incontri politici con gli esponenti delle categorie di lavoratori interessate dal pacchetto di misure previdenziali contenute nel testo di legge. Al centro del dibattito la proroga dell’opzione donna e l’estensione dei requisiti per l’accesso alla quota 41.

La questione della quota 41 gira intorno ai requisiti richiesti per l’accesso alla pensione. In base al testo della riforma, per poter andare in pensione con la quota 41, il lavoratore precoce deve poter vantare almeno un anno di contributi versati prima del compimento del 19esimo anno di età.

Non solo. Oltre al requisito previdenziale, il lavoratore che intende sfruttare la quota 41 deve anche trovarsi in una delle seguenti situazioni:

  • avere un’invalidità di almeno il 74%;
  • essere disoccupato e non godere di ammortizzatori sociali da minimo 3 mesi;
  • appartenere a una delle categoria che svolgono lavori usuranti.

Ultimissime novità riforma pensioni 2017: le proposte dei lavoratori precoci

Il fronte dei lavoratori precoci ha chiesto di estendere la quota 41 a tutti, senza fare distinzioni. Tuttavia sembra che questo sia un obiettivo irrealizzabile, almeno per il momento.

 

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Nei giorni scorsi la senatrice Erica D’Adda ha ricevuto una delegazione di lavoratori precoci e si è detta disponibile a ricevere le loro proposte, tuttavia data l’entità delle risorse a disposizione per l’anno 2017 l’estensione della quota 41 appare molto improbabile.

In ogni caso le altre proposte presentate dai precoci consistono nella possibilità di estendere la quota 41 anche ai lavoratori che assistono parenti affetti da disabilità, e nel congelamento dell’aspettativa di vita o in un’eventuale rimodulazione dell’aspettativa di vita a cadenza quinquennale, in base ai dati ISTAT.

I precoci hanno inoltre richiesto che se le risorse stanziate per la quota 41 dovessero risultare superiori al necessario, le eccedenze vengano utilizzate per altri interventi.

Opzione donna: il Governo presenta un nuovo emendamento

L’altro fronte caldo della discussione sulla riforma pensioni è la questione dell’opzione donna. Una misura che consente alle donne di andare in pensione con 57 anni e 3 mesi se lavoratrici dipendenti, e con 58 anni e 3 mesi se autonome. In ogni caso per accedere alla pensione con opzione donna è necessario aver maturato almeno 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015.

Il 23 novembre il Governo Renzi ha presentato un emendamento grazie al quale avranno accesso alla pensione tutte le lavoratrici dipendenti che al 31 dicembre hanno compiuto 57 anni e 7 mesi, per le autonome invece sono richiesti 58 anni e 7 mesi. In entrambi i casi il requisito contributivo è di 35 anni.

 

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