Now reading
Terrorismo, Governo va sotto al Senato. Parlamentari Ala e Ap votano contro e per dare un segnale a Renzi

Terrorismo, Governo va sotto al Senato. Parlamentari Ala e Ap votano contro e per dare un segnale a Renzi

Un incidente da manuale della prima Repubblica. Un provvedimento del genere che non conquistano gli onori delle cronache a meno che non si verifichino episodi clamorosi. Ad esempio se il governo va sotto su un emendamento presentato dall’opposizione.

Poche conseguenze pratiche ma il messaggio arriva chiaro e tondo ai suoi destinatari: politicamente il “delitto perfetto”. Soprattutto se a mandare in minoranza l’esecutivo di Matteo Renzi sono l’Ala di Denis Verdini e un pezzo dell’Ncd di Angelino Alfano.

Un “pizzino” dell’ex garante del patto del Nazareno al governo, sentenzia il capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta. Se di pizzini trattasi, tuttavia, è meglio parlare di pizzini incrociati. Non solo verso il presidente del Consiglio, ma anche verso il ministro dell’Interno. Avvertimenti che, non a caso, vengono inviati il giorno precedente alla Direzione Pd in cui ci si aspetta che il segretario dem dica qualcosa. Qualcosa, soprattutto, sulla legge elettorale.

 

Cerchi un finanziamento personale?

 

Richiedi gratis il preventivo in 5 minuti

Tutti segnali, quindi, di un malcontento al centro che dopo l’esisto (magro) delle amministrative non ha fatto altro che acuirsi. Tra i verdiniani bistrattati e misconosciuti dal premier dopo lo scarso risultato di Napoli e Cosenza. Ma anche tra i centristi che accusano Alfano di pensare solo a se stesso e di piegare il partito ai voleri del premier, disinteressandosi delle percentuali da prefisso telefonico ottenute alle amministrative.

I fatti, per iniziare. Il governo viene battuto su un emendamento presentato dagli azzurri Caliendo e Palma che modifica la previsione di carcere da 6 a 12 anni per detenzione di bomba nucleare e dai 15 ai 24 per chi la fa esplodere.

Succede che nel Partito Democratico, che certo non era stato allertato come per i provvedimenti cruciali, ci sia quasi una trentina di assenti, tra “giustificati” e non. Accade poi che i 12 di Ala presenti votino compatti l’emendamento di Forza Italia e che i centristi di Alleanza popolare si spacchino di fatto in tre: 15 assenti su 31 e 9 dei presenti che si schierano contro il parere del governo.

Fonte: huffingtonpost.it

 

Cerchi un finanziamento personale?

 

Richiedi gratis il preventivo in 5 minuti