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Volkswagen, soci di maggioranza fanno muro alle proteste

Volkswagen, soci di maggioranza fanno muro alle proteste

Tante proteste ma pochi successi. L’assemblea dei soci della Volkswagen permette agli azionisti di minoranza di sfogare la rabbia per il dieselgate, ma non di avere voce in capitolo sulle decisioni. Dopo oltre due ore di assemblea gli azionisti di minoranza hanno potuto esprimere la loro insoddisfazione per lo scandalo e la successiva gestione.

Markus Dufner (presidente di un’associazione di “azionisti critici”) ha chiesto di togliere a Hans-Dieter Poetsch, presidente del consiglio di sorveglianza, la presidenza dell’assemblea, accusandolo di essere “un conflitto di interessi in persona” per il ruolo svolto per anni di direttore finanziario (CFO) al fianco di Winterkorn.

All’inizio dell’assemblea Poetsch ha ripetuto le sue “profonde scuse” per l’accaduto; la proposta ha poi raccolto solo lo 0,02% dei voti, così come dovrebbero essere respinte a grande maggioranza le altre mozioni dei soci di minoranza e viceversa essere approvate senza problemi le mozioni proposte dal consiglio.

 

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La maggioranza delle azioni ordinarie Volkswagen, e quindi dei diritti di voto, è infatti saldamente in mano alle famiglie Porsche e Piech (52% complessivo tramite la holding di famiglia) e al Land della Bassa Sassonia (20%); la holding del Qatar controlla il 17% e ai soci di minoranza resta poco più del 10%.

Le critiche sono però state asprissime anche dagli investitori istituzionali: il rappresentante del fondo Hermes ha detto per esempio che lo scandalo ha causato “un danno reputazionale immenso e non quantificabile” e si è unito alle critiche per la scelta di Poetsche al consiglio di sorveglianza in quanto “anche la sua responsabilità come manager potrà essere ancora oggetto di indagine”.

Fonte: ilsole24ore.com

 

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