Quando scuola e università non bastano, i giovani creano dal basso nuovi spazi di confronto

 Quando scuola e università non bastano, i giovani creano dal basso nuovi spazi di confronto

Dopo anni di formazione frammentata e a distanza, una startup ha coinvolto oltre 5.500 giovani tra percorsi formativi ed eventi dal vivo

“Non so cosa fare della mia vita”, una frase che molti ragazzi e ragazze, almeno una volta, si sono ritrovati a pensare, a digitare su Google o a chiedere a Chat GPT.  Queste sette parole racchiudono il senso di spaesamento di una generazione che ha attraversato una parte significativa del proprio percorso scolastico e universitario tra didattica a distanza, isolamento e relazioni interrotte. E così, quando è arrivato il momento di prendere scelte decisive si è ritrovata spesso senza strumenti sufficienti per orientarsi.

In questo contesto, se da un lato, scuola e università restano pilastri fondamentali, dall’altro per molti giovani, da sole non bastano più a rispondere a domande sulla costruzione dell’identità personale, le relazioni affettive e non, il lavoro. Riassumendo in una parola: il futuro. Quindi, mentre le risposte delle istituzioni faticano a intercettare questi bisogni, sono sempre più spesso i giovani stessi a costruire soluzioni dal basso, cercando spazi alternativi di orientamento e confronto.

I numeri confermano questo andamento. Secondo il Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese 2025, quasi un giovane su tre percepisce un disallineamento tra il proprio percorso formativo e le competenze necessarie per affrontare il futuro. Non si tratta di una bocciatura totale e aprioristica del sistema educativo, ma della constatazione di un buco: la richiesta di strumenti pratici, esperienze reali e occasioni di confronto capaci di preparare alla “vita fuori dalle aule”.

È proprio da questo gap formativo che nasce 107 e Lode, realtà italiana di formazione e crescita personale rivolta ai giovani tra i 18 e i 35 anni. Nata inizialmente come progetto di comunicazione digitale, la community si è progressivamente strutturata affiancando ai contenuti online percorsi formativi ed eventi dal vivo, con l’obiettivo di offrire strumenti pratici per lavorare su consapevolezza personale, comunicazione e orientamento nelle scelte di vita.

107 e Lode: il posto dove sbagliare non solo è ok, ma necessario

Alla guida del progetto ci sono Francesco Vrech (Udine, classe ’96) e Daniele Tagliani (Reggio Emilia, classe ’92), due ragazzi che, prima di diventare imprenditori, hanno condiviso un percorso personale fatto di insicurezze, crescita e ricerca di senso, e che dalle loro esperienze, hanno costruito un approccio che ribalta tutto: qui non devi sentirti sbagliato quando sbagli, qui ti prendi addirittura una lode.

Il nome, infatti, non è casuale e racchiude il principio alla base del progetto, cioè l’accettazione della propria situazione come punto di partenza. In una società che spesso chiede ai giovani di essere performanti e “pronti” fin da subito, 107 e Lode propone di considerare anche l’errore e l’incertezza come parte integrante e imprescindibile del percorso di crescita.

“107 e Lode è nata da un’esigenza che abbiamo vissuto in prima persona”, spiega Francesco Vrech, co-founder. “Molti giovani oggi si sentono disorientati e faticano a trovare spazi in cui fermarsi, confrontarsi e capire come muoversi; il nostro lavoro parte dall’idea che va bene sentirsi così. Non promettiamo di risolvere tutto in tre giorni, ma offriamo strumenti per accettare la situazione da dove si parte e da qui costruire qualcosa di concreto, con più chiarezza e meno sensi di colpa”.

“Va bene”, è questa la chiave per affrontare un percorso di crescita personale. Qualsiasi sia la situazione di partenza, ansia, disorientamento o senso di inadeguatezza, il primo passo non è negare o combattere, ma accettare ciò che c’è per poi trasformarlo.

“In fondo, ci sentiamo tutti sbagliati quando le cose non vanno come vorremmo o come ci aspettavamo”, aggiunge Daniele Tagliani. “Io a scuola venivo bullizzato, ho sofferto molto, ma se non fosse successo, probabilmente non sarei qui oggi. Non vogliamo sostituire la scuola o l’università, ma affiancarle con strumenti complementari nati dalle domande dei giovani, per accompagnarli in quella “vita vera” che, secondo i dati, inizia proprio dove le aule non arrivano”.

Il ritorno al “dal vivo”: eventi e community come spazio di confronto

I contenuti digitali, dove 107 e Lode condivide spaccati di vita reale con un linguaggio diretto in cui i giovani possono rivedersi, hanno permesso a 107 e Lode di raggiungere oltre 240 mila follower con una reach complessiva di 11,5 milioni di persone. Ma è negli eventi dal vivo che il progetto esprime la sua dimensione più profonda.

Dalla nascita della community, oltre 5.500 persone hanno partecipato a percorsi formativi, Academy di gruppo. Gli eventi Inside Out Me, appuntamenti intensivi di più giorni dedicati alla crescita personale, hanno registrato oltre 850 iscritti complessivi. Un Passo alla Svolta ha superato i 250 partecipanti, mentre gli eventi a partecipazione gratuita Ri-svegliati hanno coinvolto oltre 1.000 giovani in diverse città italiane. Questi numeri testimoniano la voglia diffusa di tornare a vivere esperienze negli spazi fisici in cui i giovani possono incontrarsi, condividere domande e costruire legami.

La scelta di concentrarsi sulla fascia 18-35 anni risponde proprio alla volontà di favorire un confronto tra pari e ridurre le distanze generazionali tipiche di molti percorsi formativi tradizionali. Come racconta Daniele Tagliani:

“Quando persone della stessa fascia d’età si incontrano e condividono dubbi simili, si crea un’energia completamente diversa. Nei nostri eventi abbiamo visto nascere amicizie profonde, relazioni sentimentali e progetti condivisi, questo dimostra quanto il contesto del confronto tra pari è naturale e necessario”.

Nel corso del 2026, 107 e Lode sarà impegnata in un tour di eventi dal vivo in diverse città italiane e nella preparazione di un appuntamento di più giorni previsto per la primavera. Di pari passo, sta portando i propri contenuti anche nelle scuole e nelle università italiane, con incontri rivolti agli studenti.

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