Verde urbano trattato come rifiuto: il paradosso italiano che il nuovo decreto sui criteri End of Waste sul legno può finalmente superare
Non più rifiuto, ma risorsa rinnovabile, da valorizzare energeticamente. Sui residui delle potature del verde urbano occorre cambiare. AIEL lo chiede alle Istituzioni europee e nazionali, Governo e Parlamento. In Italia i residui legnosi derivanti dalla manutenzione del verde urbano – una risorsa rinnovabile a tutti gli effetti – continuano infatti a essere trattati come rifiuti, anziché essere valorizzati energeticamente in sostituzione delle fonti fossili come sottoprodotti, che sarebbe la loro più naturale vocazione. È uno dei paradossi più evidenti dell’economia circolare nazionale, che il futuronuovo Decreto End of Waste sul legno deve contribuire a superare.
La componente legnosa proveniente da potature e interventi di gestione del verde pubblico e privato costituisce infatti biomassa rinnovabile, tracciabile e pienamente coerente con gli obiettivi della transizione energetica. Tuttavia, negli ultimi anni, interpretazioni normative disomogenee hanno progressivamente ricondotto questi materiali nell’ambito della disciplina dei rifiuti, generando criticità economiche, ambientali e gestionali per operatori e amministrazioni pubbliche.
La procedura di End of Waste rappresenta oggi la soluzione più solida per garantire certezza giuridica e promuovere recupero e la valorizzazione energetica delle biomasse legnose. Proprio per questo assume particolare rilevanza lo schema di Decreto predisposto dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, attualmente in fase di consultazione, volto a definire criteri nazionali per la cessazione della qualifica di rifiuto dei materiali a base di legno.
Un passaggio atteso dalla filiera, la cui efficacia dipenderà tuttavia dalla coerenza tecnica dei criteri introdotti e dalla loro concreta applicabilità operativa.
In questo processo è decisivo il ruolo AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali, che partecipa alla consultazione pubblica presentando un articolato pacchetto di osservazioni tecniche finalizzate a rendere il decreto realmente funzionale alla valorizzazione energetica dei residui legnosi, trasformandoli da problema a risorsa preziosa.
Secondo AIEL, un impianto normativo eccessivamente rigido o tecnicamente impreciso rischierebbe di produrre effetti distorsivi sul mercato, ostacolando il recupero dei materiali e favorendo pratiche elusive e concorrenza sleale tra operatori.
“I residui legnosi derivanti dalla manutenzione del verde urbano non possono continuare a essere considerati un problema da smaltire: sono una risorsa energetica rinnovabile che il Paese deve poter valorizzare in modo efficiente, sicuro e trasparente, soprattutto in questo attuale contesto globale in cui la sicurezza energetica diventa chiave per garantire la maggior stabilità possibile per l’economia e la società – dichiara Matteo Favero, responsabile Area biocombustibili e certificazioni di qualità di AIEL –. Il Decreto End of Waste può finalmente garantire certezza normativa alla filiera, ma solo se i criteri saranno tecnicamente corretti, proporzionati e realmente applicabili agli impianti. Regole chiare e sostenibili sono la condizione essenziale per trasformare un paradosso normativo in un’opportunità concreta di economia circolare e sviluppo energetico.”