Report 2026 di Page Executive in Italia: crescente mobilità, disallineamento della leadership e cambiamenti che vanno oltre la retribuzione
Il mercato executive sta vivendo una trasformazione profonda e senza precedenti. È quanto emerge, in sintesi, dal report Executive Compensation & Talent Trends 2026 in Italia, basato su circa 400 opinioni di C-level executive e senior leader nel nostro paese. La sfida non è più la carenza di talenti, ma il crescente divario tra aspettative della leadership, allineamento organizzativo e capacità di generare performance sostenibili.
Tre fattori che stanno ridefinendo il talento executive in Italia. Il mercato italiano è dinamico, ma sempre più complesso: il 95% dei manager è aperto a nuove opportunità professionali, 3 executive su 10 non prevedono di restare nel proprio ruolo oltre un anno e le organizzazioni continuano a riscontrare difficoltà nell’attrarre e assumere talenti. Questi elementi evidenziano una crescente mobilità dei profili executive, nuove aspettative nei confronti dell’ambiente di lavoro e una maggiore pressione sulle aziende.
“Il recruiting executive in Italia – precisa Katiuscia Cardinali, senior partner di Page Executive – sta diventando sempre più complesso, non per la mancanza di talenti, ma per il cambiamento profondo delle aspettative. La retribuzione apre la conversazione, ma sono la qualità della leadership e la cultura aziendale a determinare dove gli executive scelgono di restare e generare valore nel lungo periodo”.
Il vero tema è l’allineamento della leadership, non il cambiamento. I leader si dimostrano pronti al cambiamento, ma permane un problema di coerenza interna che non può essere trascurato. Solo circa il 40% degli intervistati, infatti, si dice fiducioso nella capacità della propria azienda di adattarsi al cambiamento ed esiste un divario di fiducia tra C-level e senior leader. In questo contesto, il successo dipende dalla capacità di tradurre la strategia in esecuzione coerente in contesti complessi, competitivi e internazionali.
L’AI è sempre più diffusa, ma il suo valore è ancora limitato. La tecnologia è sempre più presente nel lavoro executive tanto che la maggior parte dichiara di utilizzare l’AI generativa nel lavoro quotidiano e si registrano notevoli miglioramenti in fatto di produttività e qualità del lavoro.
“Nonostante questi dati incoraggianti – continua Katiuscia Cardinali – l’impatto sulle organizzazioni resta inferiore rispetto ai benefici individuali. La vera sfida del futuro, in termini tecnologici, sarà integrare l’AI nei processi strategici e generale un valore misurabili a tutti i livelli”.
Dalle difficoltà di assunzione alla trasformazione delle competenze. Anche le pratiche di selezione stanno evolvendo, ma restano dei limiti oggettivi e persistono alcune difficoltà: solo una minoranza di aziende dà priorità alle competenze rispetto al percorso accademico o professionale e, sebbene molte organizzazioni dichiarino di adottare approcci basati sulle competenze, continuano a prevalere criteri tradizionali.
La retribuzione resta centrale, ma trasparenza e fiducia sono decisive in termini di talent retention. Dal report emerge che la retribuzione mantiene ancora adesso un ruolo importante e determinante nella soddisfazione professionale e che la maggioranza degli executive è soddisfatta della propria retribuzione, con la componente variabile ampiamente diffusa. Persiste, però, una percezione ampia di scarsa trasparenza retributiva e la flessibilità dei benefit rimane ancora oggi limitata. Al contempo, qualità della leadership, cultura e fiducia stanno diventando determinanti nella retention.
“Le organizzazioni italiane – conclude Maximilian Redolfi – restano fortemente ancorate a modelli tradizionali basati su gerarchia, stabilità e lavoro in presenza. Le aspettative dei lavoratori, però, stanno cambiando: la flessibilità, infatti, sta diventando un fattore chiave nella scelta di carriera e sta crescendo il disallineamento tra modelli organizzativi ed esigenze dei leader. Solo le aziende che sapranno integrare flessibilità e cultura come leve strategiche saranno meglio posizionate per attrarre e fidelizzare i migliori talenti”.