L’emergenza Covid-19 ha dimostrato che la grande distribuzione non è in grado, di questi tempi, di offrire un servizio di spesa online all’altezza. Nei siti delle principali realtà del settore è pressoché impossibile comperare beni di prima necessità. E quando quest’opportunità c’è, viene concessa solo a distanza di settimane.

E un problema lo è davvero, perché la possibilità di recapitare la spesa a domicilio è una ulteriore misura di prevenzione del contagio del coronavirus. L’Organizzazione mondiale della sanità infatti ha dichiarato che la probabilità che una persona infetta contamini le merci è bassa e che anche il rischio di contrarre il nuovo virus da un pacco che è stato esposto a condizioni e temperature diverse è basso.

Sarebbe meglio aspettare a casa il fattorino, che restando in coda e girando tra i corridoi nel supermercato, insomma. Peccato che ad oggi sia impresa titanica, anche se la filiera si sta organizzando per risolvere. E stanno sorgendo, di giorno in giorno, sistemi compensativi sui social: negozi di quartiere che accettano ordini via whatsapp per la consegna a domicilio e, in rari casi, persino mettono su un sito web.