AI ACT: PER FERPI, RUOLO COMUNICATORI RESTA CENTRALE NELLA PRODUZIONE E VALIDAZIONE DEI CONTENUTI

 AI ACT: PER FERPI, RUOLO COMUNICATORI RESTA CENTRALE NELLA PRODUZIONE E VALIDAZIONE DEI CONTENUTI

La Federazione promuove un dibattito aperto a tutti.

Con l’entrata in vigore dal 2 agosto 2026 delle disposizioni contenute nell’articolo 50 del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act), si alza significativamente l’asticella sugli obblighi di trasparenza per i creatori di contenuti e gli sviluppatori di Intelligenza Artificiale.

Per FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), la principale associazione di comunicatori italiana, il ruolo dei comunicatori resta centrale nelle attività di produzione e validazione dei contenuti. Se da un lato la normativa impone l’obbligo di dichiarare l’interazione con sistemi IA, la marcatura per i contenuti sintetici, l’etichettatura dei deepfake e la segnalazione della natura artificiale per i testi d’interesse pubblico privi di una revisione umana sostanziale, dall’altro bisogna tenere in considerazione che quei contenuti, seppur generati da un algoritmo, rispondono sempre a una strategia e sono sotto il controllo di professionisti che lavorano negli uffici comunicazione e nelle agenzia di consulenza.

La posizione della FERPI è in linea con il Venice Pledge, un documento che definisce i principi guida per un’Intelligenza Artificiale (IA) Responsabile nella professione delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione pubblicato dalla Global Alliance, l’associazione mondiale di tutte le associazioni nazionali delle relazioni pubbliche e della comunicazione che prevede 7 linee guida.

Sul tema, FERPI promuove un dialogo aperto a tutta la comunità dei comunicatori, dei giornalisti, delle imprese, delle università e delle istituzioni per riflettere sull’impatto reale di queste regole sulla professione. Per contribuire, scrivere a: info@ferpi.it.

Così Filippo Nani, Presidente di FERPI: “Dichiarare che un contenuto è stato prodotto con l’IA senza una revisione sostanziale significa rinunciare alla capacità di lettura del contesto e basarsi unicamente su ciò che è già stato detto. Se uno strumento accorcia le distanze tra un’organizzazione e i suoi pubblici, se la sostituisce con un’interfaccia, abbiamo scambiato l’efficienza per la relazione. L’automazione del rapporto umano è una contraddizione nei termini per la nostra professione“.

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FERPI | Dal 1970 è l’associazione che rappresenta in Italia i professionisti delle Relazioni Pubbliche e della Comunicazione. I soci FERPI operano come liberi professionisti, dirigenti, funzionari, dipendenti e collaboratori di aziende, enti pubblici, Enti del Terzo Settore, docenti universitari. Partecipano alla vita di FERPI anche studenti e neolaureati.

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