Bandi per innovare, quasi 9 imprese su 10 non accedono regolarmente ai finanziamenti pubblici: il vademecum in 3 punti prima di candidarsi per non perdere tempo e opportunità

Secondo un’analisi di Fundo.one, gli agenti AI possono ridurre fino al 90% i tempi di compilazione dei bandi meno complessi, semplificando uno dei passaggi più onerosi per le PMI

Le piccole imprese italiane innovano sempre di più, ma sono sempre meno quelle che riescono a farlo anche attraverso finanziamenti e agevolazioni pubbliche. Nel triennio 2022-2024, secondo i dati Istat pubblicati a settembre 2026, il 61% delle piccole imprese con almeno 10 addetti ha svolto attività innovative.

Eppure solo il 14,5% ha richiesto e ottenuto finanziamenti pubblici per l’innovazione, con una contrazione di 5,1punti percentuali rispetto al triennio 2020-2022. Tra le grandi imprese, invece, la quota raggiunge il 24,6%.

A frenare l’accesso non è necessariamente la mancanza di risorse, ma la complessità del percorso per intercettarle. La finanza agevolata è infatti distribuita tra misure europee, nazionali e regionali, ciascuna con requisiti e modalità di candidatura differenti. E per una PMI, orientarsi in questo labirinto significa spesso capire quali siano i fondi realmente accessibili e coerenti con gli investimenti che vuole realizzare.

È in questo contesto che opera Fundo.one, startup Fin-Tech che accompagna le PMI nell’intero percorso della finanza agevolata, che conferma attraverso un dato interno quanto la complessità burocratica possa rappresentare una barriera: il 70% delle PMI clienti non era riuscito a individuare in autonomia il bando più adatto o a portare avanti correttamente la candidatura.

La sua piattaforma proprietaria monitora oltre 80 portali e aggiorna quotidianamente i bandi attivi attraverso il supporto dell’intelligenza artificiale: gli agenti AI verificano i requisiti di ammissibilità confrontando le informazioni e i documenti forniti dall’impresa con quanto richiesto da ciascuna misura, offrendo così una valutazione preliminareancora prima di iniziare la compilazione.

A questa si affiancano la compilazione assistita della domanda e gli strumenti che ne semplificano la gestione fino alla rendicontazione finale. Secondo le osservazioni interne di Fundo.one, questo approccio riduce abbondantemente il tempo necessario alla compilazione della domanda, arrivando fino al 90% per i bandi meno complessi.

“Quando le informazioni per accedere a un bando sono frammentate o vengono verificate troppo tardi, il rischio è investire settimane di lavoro su un’opportunità che non era adatta all’impresa fin dall’inizio.Vogliamo che ogni imprenditore possa guardare alle proprie ambizioni e pensare: posso realizzarle. Per questo lavoriamo per democratizzare l’accesso alla finanza agevolata, trasformando la complessità in opportunità e ogni euro pubblico in una spinta per costruire il futuro della propria impresa.”, commenta Luca Iannelli, co-founder di Fundo.one.

Il vademecum di Fundo.one: 3 controlli da fare prima di partecipare a un bando

Per evitare di scoprire soltanto durante la compilazione che un’opportunità non è adatta alla propria impresa, Fundo.one individua tre verifiche da effettuare prima di iniziare una candidatura.

  1. Partire dal progetto, non dal bando: come primo punto, è necessario definire cosa l’impresa vuole realizzare, quali investimenti intende sostenere, con quali tempistiche e per quale importo. Costruire un progetto intorno ai requisiti di un bando, anziché il contrario, rischia di portare l’azienda verso investimenti poco coerenti con le proprie reali necessità.
  2. Verificare subito requisiti e spese ammissibili: dimensione aziendale, sede operativa, codice ATECO, regime di aiuto e regolarità contributiva possono escludere l’impresa fin da subito. Allo stesso modo, non tutte le spese previste da un progetto sono necessariamente finanziabili. Sapere prima cosa verrà riconosciuto evita di costruire un budget irrealistico.
  3. Prepararsi a tempi, liquidità e rendicontazione fin dall’inizio: prima di candidarsi, è importante sapere se serve anticipare parte dell’investimento e con quali tempistiche arriverà l’erogazione. Allo stesso modo, fatture, pagamenti e documentazione per la rendicontazione finale vanno organizzati fin dall’avvio del progetto, non dopo l’approvazione, per non trovarsi in difficoltà a lavori già partiti.

Crescita e roadmap di Fundo.one: verso la campagna di crowdfunding

L’obiettivo di Fundo.one è ridurre il lavoro preliminare e operativo delle PMI, affiancando alla tecnologia il supporto umano del team nelle fasi che richiedono valutazione diretta. È un percorso che finora ha portato la piattaforma a più di 250 utenti registrati e a oltre 20 pratiche già presentate, sostenuto da un primo round pre-seed da 500 mila euro con CDP attraverso il Fondo Boost Innovation come lead investor.

Il prossimo passo sarà la campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd, in partenza nella seconda metà di ottobre, pensata come estensione del pre-seed per sostenere la crescita della piattaforma e allargare ulteriormente la platea di imprese che potranno utilizzarla.

“I fondi pubblici diventano uno strumento di innovazione soltanto quando un’impresa riesce realmente a trasformarli in un investimento. La tecnologia può ridurre drasticamente il tempo necessario a orientarsi tra opportunità, requisiti e documenti, ma il punto non è candidarsi al maggior numero possibile di bandi: è individuare quelli giusti e arrivarci preparati”, conclude Andrea Giustina, co-founder di Fundo.one

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Fundo.one

Fundo.one è una startup Fin-tech con sede a Genova, nata dal venture builder Maritime Ventures. La sua piattaforma accompagna le piccole e medie imprese nell’intero percorso della finanza agevolata, dalla ricerca dei bandi compatibili fino alla domanda e alla rendicontazione, attraverso intelligenza artificiale e verifica umana. Mette in relazione imprese che investono, fornitori di soluzioni finanziabili e risorse pubbliche. Alle aziende che vendono servizi e tecnologie finanziabili, come soluzioni di digitalizzazione, efficientamento energetico e formazione, Fundo.one offre l’opportunità di entrare negli hub Fundo, la propria rete di partner. Si rivolge anche ai commercialisti, spesso il primo interlocutore a cui un’impresa chiede se esistono agevolazioni per i propri investimenti. Oggi conta più di 250 utenti registrati, di cui 60 paganti, e oltre 20 pratiche presentate. Ha raccolto un primo round di finanziamento da 500 mila euro, con il sostegno di CDP attraverso il Fondo Boost Innovation e a fine ottobre aprirà la campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd. Tra i partner dell’ecosistema sono presenti Fincantieri, PSA Italy, Confindustria Genova, il Comune di Genova, Regione Friuli Venezia Giulia e Intesa Sanpaolo Innovation Center.

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