Barracuda analizza le truffe via mail legate ai test Covid

Il Covid-19 è con noi da quasi due anni e gli hacker continuano ad approfittare della pandemia per i loro attacchi. Già nel marzo 2020, gli attacchi di phishing legati al Covid erano cresciuti del 667%; successivamente, con l’inizio dei programmi vaccinali, è comparsa la nuova ondata di minacce mail collegate al vaccino. La recente variante omicron ha portato a un nuovo picco, non solo di contagi, ma anche di attacchi di phishing.

Con l’incremento della richiesta di test Covid delle ultime settimane è aumentato anche il numero di scam che sfruttano la difficoltà di reperire i test. Negli ultimi due mesi, i ricercatori di Barracuda hanno osservato un aumento degli attacchi di phishing relativi ai test Covid. Tra ottobre e gennaio, il numero di scam con oggetto i test Covid è aumentato del 521%. Un picco si è verificato a inizio gennaio, per poi scendere e ricominciare a salire nei giorni scorsi.

La minaccia

Attacchi di phishing legati ai test Covid I cybercriminali stanno approfittando dell’attenzione del pubblico sull’argomento e dell’attuale carenza di test per lanciare attacchi di phishing. Gli scammer usano diverse tattiche per attirare l’attenzione delle vittime. Alcune delle più usate sono:

I dettagli

L’Office of Inspector General del Department of Health and Human Services degli USA, agli inizi dell’anno, ha allertato i cittadini rispetto al crescente numero di schemi fraudolenti associati al Covid e ai relativi test. Segnalava in particolare gli scammer che cercavano di vendere test fai da te in cambio di informazioni personali o sanitarie. Il governo USA ha lanciato nei giorni scorsi un programma per consentire ai cittadini di richiedere fino a 4 test fai da te per gruppo familiare e i cybercriminali stanno ovviamente cercando di approfittare di questa nuova opportunità.

Lo scam Covid è indirizzato tanto ai singoli individui quanto alle aziende. Molte organizzazioni, al momento di tornare in ufficio, spediscono al personale mail con l’aggiornamento delle policy o la richiesta di informazioni sullo stato vaccinale. Gli hacker cercano di inserirsi in  queste conversazioni. In particolare, in un caso osservato dai ricercatori di Barracuda, i cybercriminali si fingevano appartenenti al dipartimento HR e condividevano un file ospitato su un sito di phishing nella speranza di impossessarsi delle credenziali del dipendente. I criminali sono arrivati anche al punto di utilizzare il logo Office 365 affermando che il documento era stato sottoposto a scansione antivirus.

Come proteggersi

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