Alberto Stecca, ceo di Silla Industries
Il bonus per le infrastrutture di ricarica torna, questa volta con una differenza sostanziale: i decreti attuativi lo rendono finalmente operativo e la dotazione prevista non si esaurisce in una singola finestra temporale. Sono 15 milioni di euro all’anno fino al 2029, a cui si aggiungono 8 milioni nel 2030.
È un cambio di passo importante, perché la transizione verso la mobilità elettrica ha bisogno di incentivi, ma ancora di più di prevedibilità. Le precedenti misure lo hanno dimostrato: il Bonus colonnine domestiche 2023-2024 disponeva di una dotazione una tantum di 40 milioni di euro, tanto che il Ministero ha dovuto riaprire più volte gli sportelli quando le domande non esaurivano i fondi entro la finestra prevista, lasciando famiglie e imprese nell’incertezza sui tempi. Un produttore che deve pianificare l’espansione di una linea di assemblaggio, negoziare contratti pluriennali con i fornitori di componenti elettronici o formare una rete di installatori non può ragionare su un orizzonte di poche settimane: ha bisogno di sapere, con ragionevole certezza, che la domanda sarà sostenuta anche fra tre o quattro anni.
Una politica di incentivi stabile, infatti, non sostiene soltanto l’acquisto di una wallbox: contribuisce a dare visibilità alla domanda e quindi a permettere alle imprese della filiera di programmare produzione, investimenti e innovazione. È una differenza importante. L’incentivo può sostenere un acquisto; la continuità può contribuire a costruire un settore.
Si è discusso molto, e giustamente, della crescita delle infrastrutture pubbliche, ma il luogo naturale della ricarica resta quello in cui l’auto rimane più a lungo: casa. Per questo sostenere l’installazione di sistemi di ricarica domestici e condominiali significa intervenire nel cuore dell’esperienza quotidiana della mobilità elettrica.
Ora sarà fondamentale che l’accesso al bonus sia semplice, trasparente e sufficientemente rapido. La transizione energetica è già un processo complesso: non credo abbia bisogno di aggiungere complessità amministrativa dove non è necessaria.

