DEDAPULSE 2026: L’AI come leva strutturale per le imprese. Il ruolo di Deda nella trasformazione di corporate, banche e assicurazioni
L’evento annuale di Dedagroup ha raccolto oltre 800 imprenditori, manager, innovatori e analisti nazionali e internazionali per individuare strategie capaci di accelerare la transizione verso modelli AI-driven nei settori chiave per la crescita del Paese: dalle grandi corporate alla pubblica amministrazione, fino ai comparti finance e fashion & luxury.
Dalla gestione e valorizzazione dei dati al ridisegno dei processi aziendali, fino alle sfide che corporate, banche e assicurazioni affrontano nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Sono stati questi alcuni dei temi al centro del confronto nel corso della sessione Enterprises & Financial Services di Dedapulse 2026, l’evento di Dedagroup – gruppo tecnologico di riferimento in Italia che opera a livello internazionale accelerando il business e la digitalizzazione di oltre 4.000 clienti – che anche in questa edizione, “Shape Your Future. Stay Human”, ha riunito oltre 800 imprenditori, manager, innovatori e analisti per discutere i nuovi equilibri tra intelligenza artificiale, trasformazione digitale e valore umano e il loro impatto concreto su imprese, istituzioni e territori.
Il dibattito ha messo in evidenza come la vera sfida per le banche, assicurazioni e aziende large corporate non sia più soltanto introdurre nuove tecnologie, ma governare un cambiamento che coinvolge modelli organizzativi, competenze e processi decisionali.
In questo scenario l’intelligenza artificiale diventa uno strumento capace di amplificare la capacità delle organizzazioni di interpretare i dati, anticipare scenari e consentire alle organizzazioni di prendere decisioni più consapevoli – in contesti sempre più complessi anche dal punto di vista della sicurezza, della governance e della compliance – mantenendo al centrol’equilibrio tra tecnologia e competenze umane, condizione necessaria per integrare l’AI in modo responsabile nei processi core. Grazie alle soluzioni e alle piattaforme sviluppate dal Gruppo Deda per corporate, banche e assicurazioni, questa integrazione può trasformare l’AI da promessa tecnologica a leva concreta di innovazione e creazione di valore.
“Il vero passaggio che le organizzazioni stanno affrontando non è solo tecnologico, ma anche culturale” ha commentatoGianni Spada, consigliere di amministrazione Gruppo Deda e CEO di Deda Bit. “L’intelligenza artificiale non introduce soltanto nuovi strumenti: cambia il modo in cui le imprese organizzano il lavoro, governano le informazioni e sviluppano le competenze. Per banche, assicurazioni e grandi aziende la sfida è far evolvere l’AI da sperimentazione a componente strutturale dei processi decisionali e operativi. Questo richiede non solo piattaforme e dati affidabili, ma anche modelli di governance chiari e la capacità di accompagnare le persone in questa trasformazione. È in questo equilibrio tra tecnologia, competenze e responsabilità che l’AI può diventare un vero fattore di competitività per le organizzazioni”.
In questo contesto, emerge con forza la necessità di accompagnare la transizione delle organizzazioni verso modelli AI-driven attraverso percorsi di education strutturati, come evidenziato dal professor Vanni Resta, docente ed europrogettista presso l’Università Uninettuno e Sapienza di Roma, che ha sottolineato: “La capacità competitiva di un’azienda non dipende solo dall’avere l’AI più evoluta, ma anche dal saper costruire contesti organizzativi e competenze in grado di dialogare con essa in modo efficace e responsabile. L’AI non è un sostituto del giudizio: accelera, amplia e suggerisce, ma siamo noi a doverle dare direzione, vincoli e significato. Se la inseriamo in un percorso di apprendimento continuo – che rafforza competenze, migliora la qualità del lavoro e rende più accessibile la conoscenza – allora può generare valore reale. Perché l’AI amplifica ciò che trova: se trova competenza, responsabilità e visione, amplifica valore; se trova superficialità, amplifica errori. Il compito delle organizzazioni e nostro come sistema formativo è assicurarci che trovi il meglio”.
Questa prospettiva trova un riscontro concreto anche nelle evidenze di mercato: secondo Forrester, infatti, le organizzazioni che adottano in modo efficace l’intelligenza artificiale mostrano una maggiore capacità di innovare, riducendo significativamente i tempi di progettazione, sperimentazione e lancio di nuovi prodotti e servizi. In questo scenario, la customer experience diventa sempre più centrale—soprattutto nel settore finanziario—con una crescente diffusione di assistenti digitali e soluzioni AI in grado di supportare o automatizzare operazioni e decisioni, ridefinendo profondamente le aspettative del mercato e i modelli di interazione tra utenti e servizi.
Analogamente, le tematiche di governance, sicurezza e compliance assumono un ruolo sempre più centrale, evidenziando la necessità di accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale con modelli di gestione responsabili e strutturati. In questo contesto si inserisce il contributo di Michela Bruno, Responsabile Compliance e DPO di Nexi payments, che ha commentato: “Nel contesto attuale la sfida principale per la Compliance è governare un mosaico normativo sempre più interconnesso e in continua evoluzione. L’intelligenza artificiale, che non sostituisce la Compliance ma al contrario la potenzia, è un alleato fondamentale per supportare l’analisi di impatto, rendere più efficaci i controlli e individuare segnali di rischio anche non evidenti. Oggi la sfida non è scegliere tra tecnologia e competenza umana, ma integrarle in un modello più maturo e resiliente”.
Tra i temi emersi nella sessione dedicata a Enterprises & Financial Services anche la capacità delle organizzazioni di governare l’incertezza e l’ingresso dell’AI nei sistemi aziendali tra regulatory, compliance e cybersecurity. Hanno contribuito al confronto: Banca Popolare del Lazio, Diasorin, Hera Comm, Transcrime dell’Università Cattolica, Net Insurance,UniCredit Life Insurance, Nexi Payments, Conserve Italia, insieme a Deda Bit, Deda Ai, Deda Tech e Deda Digital.
Dedapulse 2026 è stato realizzato grazie al supporto di: Aruba, Istella, PwC Italia, Microsoft, Accenture, Apparound, Lectra, Mastercard, SAS, XY Retail, Deep, Fashion Forge Lab, GUS, MCG, RTT Srl, Sowre, SYSDAT.IT, Google Cloud e Deda Tech.