Digital health HUMA: aumento di capitale da $130 milioni per la crescita della piattaforma

 Digital health HUMA: aumento di capitale da $130 milioni per la crescita della piattaforma

Il private equity HAT unico operatore italiano nell’investimento al fianco di aziende leader nel campo farmaceutico e tecnologico, tra cui Bayer, Hitachi, Samsung, Sony, Unilever. HAT Technology & Innovation, fondo attraverso cui HAT entra in Huma, completa così il suo terzo investimento (dopo Advice Group e Marval).

  • L’aumento di capitale è finalizzato a sostenere lo sviluppo di Huma per portare cure proattive e predittive su scala globale; HAT supporterà la crescita di Huma sul mercato italiano.
  • HAT è uno dei principali player italiani indipendenti attivo nel mercato degli investimenti alternativi, con un’importante specializzazione in tecnologia e innovazione e circa €400 milioni di asset in gestione; gestisce 4 fondi tematici: 3 di private equity e 1 di infrastrutture.

Huma Therapeutics Limited, società internazionale specializzata in tecnologia per la sanità che coniuga cura predittiva e machine learning, ha annunciato il completamento di un aumento di capitale di $130 milioni (circa €107 milioni). È prevista la facoltà di deliberare un ulteriore aumento di capitale di $70 milioni (circa €58 milioni) da esercitarsi in futuro, che porterebbe il totale del capitale raccolto a più di $200 milioni (circa €165 milioni). Huma è stata recentemente annoverata dal Financial Times1 come l’azienda sanitaria europea a più rapida espansione.

Unico operatore italiano di private equity scelto come partner strategico e finanziario nell’investimento è HAT, che entra con il suo fondo HAT Technology & Innovation per supportare la crescita di Huma sul mercato domestico. Leaps by Bayer e Hitachi Ventures hanno guidato l’aumento di capitale, che vede, accanto agli azionisti esistenti, nuovi investitori strategici e finanziari quali Samsung Next, Sony Innovation Fund by IGV, Unilever Ventures, oltre al fondo italiano HAT, così come Nikesh Arora (ex presidente di SoftBank) e Michael Diekmann (presidente di Allianz).

Il nuovo investimento verrà destinato all’espansione della piattaforma digitale di Huma a livello internazionale e, in particolare, negli Stati Uniti, in Asia, in Europa – quindi anche in Italia – e in Medio Oriente. Le risorse permetteranno, inoltre, lo sviluppo tecnologico e commerciale della piattaforma, con l’obiettivo di portare le cure proattive e predittive su scala globale e di alimentare gli “ospedali a domicilio” – in forma digitale – supportando le aziende farmaceutiche e la ricerca scientifica nei più grandi studi clinici decentralizzati mai effettuati.

HAT, guidato da Ignazio Castiglioni e presieduto da Nino Attanasio, è uno dei principali player italiani indipendenti attivo nel mercato degli investimenti alternativi, con un’importante specializzazione nel tech e nell’innovazione. Con circa €400 milioni di asset, gestisce 4 fondi tematici, 1 di infrastrutture e 3 di private equity, tra cui il fondo HAT Technology & Innovation, che completa così il suo terzo investimento (dopo Advice Group e Marval). HAT ha un track record molto positivo con ritorni pari a circa 3 volte il capitale investito, superiori al valore massimo registrato dai peer europei. 32 investimenti all’attivo (compreso Huma) e 22 exit (2 tramite IPO, di cui 1 SPAC), che hanno creato nel tempo valore per tutti gli stakeholder (ad es. le exit Assist Digital, GPI, Lutech, SIA e Wiit e le aziende in portafoglio in grandissima crescita come Primat e Safety21).

Ignazio Castiglioni, co-founder e AD di HAT, ha commentato: “Mai come in questo momento si è raggiunto un livello di consapevolezza altissimo sui vantaggi e sul valore dell’innovazione tecnologica in campo sanitario come fattore cruciale e strettamente correlato a ogni aspetto della vita sociale ed economica di un Paese. La tecnologia pioneristica di Huma può essere un vero game-changer nel settore della sanità e della ricerca scientifica. HAT, con il suo quarto fondo di private equity, è entusiasta di collaborare con Huma e il suo management best in class e di offrire, grazie alle nostre competenze e ad un network consolidato, il supporto necessario alla crescita sul mercato domestico, che siamo certi potrà generare molto valore per il sistema sanitario e i cittadini”.

Dan Vahdat, fondatore e CEO di Huma, ha concluso: “Questo è un momento cruciale nello sviluppo di Huma. Abbiamo partner eccezionali ed investitori strategici che sosterranno la nostra missione che mira ad aiutare le persone in tutto il mondo a vivere più a lungo. Stiamo già dimostrando come “l’ospedale a domicilio” possa trasformare il mondo dell’assistenza sanitaria e come gli studi clinici decentralizzati possano far progredire la ricerca con approcci che solo un anno fa sembravano inimmaginabili. Ora vogliamo accelerare il ritmo del cambiamento, continuando ad innovare per raggiungere le migliori cure e ricerche medico-scientifiche in tutto il mondo”.

L’operazione per HAT è stata seguita, oltre che da Ignazio Castiglioni e Nino Attanasio, da un team composto dall’investment director Adriano Adriani e dall’investment associate Francesca Giletta. HAT è stata assistita dallo studio legale Orrick, con il partner Attilio Mazzilli.

 

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