Il protocollo, ideato da Andrea Gozzi, eCommerce Strategy Lead dell’agenzia, definisce un metodo per misurare quanto un eCommerce sia realmente conforme ai protocolli ACP e UCP che regolano gli acquisti mediati dagli agenti AI. Con una precisa scelta editoriale: dichiarare con la stessa precisione ciò che l’agenzia può fare e ciò che oggi nessuno può garantire.
Fattoretto Agency, agenzia italiana specializzata in SEO, GEO e AI data driven per eCommerce e grandi aziende, con alle spalle oltre vent’anni di attività, pubblica il “Protocollo di Verifica per il Commercio Agentico”, un documento metodologico dedicato agli store Shopify Plus e alla loro conformità ai nuovi protocolli che governano il commercio mediato dall’intelligenza artificiale.
Il tema è quello che Massimo Fattoretto, Founder & CEO dell’agenzia, ha definito non più uno scenario futuro ma una condizione già operativa: gli agenti AI – da ChatGPT a Gemini, da Perplexity a Copilot – leggono, confrontano e raccomandano prodotti attingendo ai dati che i merchant mettono a disposizione. Attorno a questo comportamento si sono formati due standard aperti: l’Agentic Commerce Protocol (ACP), sviluppato da Stripe, OpenAI e Meta, e l’Universal Commerce Protocol (UCP), co-sviluppato da Google e Shopify.
Il documento di Fattoretto Agency nasce per rispondere a una domanda che, si legge nella nota, il mercato tende a eludere: cosa significa concretamente, per un eCommerce italiano, essere “pronto” a questi protocolli.
Un protocollo che parte da ciò che non si può promettere
L’elemento che caratterizza il Protocollo è l’approccio dichiaratamente non promozionale. Il documento smonta cinque affermazioni ricorrenti nel marketing del settore, dalla promessa di “implementare ACP e UCP” su Shopify (attività che la piattaforma ha di fatto già automatizzato con i propri Agentic Storefronts) all’idea di poter “tracciare il fatturato generato dagli agenti AI”, una catena di attribuzione che allo stato attuale nessuno è in grado di chiudere.
Su queste basi, il protocollo si articola in 6 ambiti di conformità: accessibilità agli agenti, osservabilità del dato, coerenza tra le fonti informative, completezza del catalogo, eleggibilità dei prodotti e percorribilità dell’acquisto, ciascuno associato a controlli tecnici verificabili e a un sistema che ne valuta la compliance.
“La maggior parte del dibattito sul commercio agentico promette visibilità e vendite che nessuno, oggi, è in condizione di garantire”, dichiara Andrea Gozzi, eCommerce Strategy Lead di Fattoretto Agency e autore del protocollo. “Abbiamo scelto la strada opposta: la conformità ai protocolli è una condizione necessaria ma non sufficiente. Non assicura che un agente raccomandi o acquisti un prodotto, ma ogni ambito non conforme rappresenta una causa nota di esclusione, un motivo documentato per cui quel prodotto viene ignorato, letto in modo errato o reso non acquistabile. È su questo che un’azienda può agire concretamente, ed è questo che abbiamo reso misurabile.”
Il Protocollo di Verifica per il Commercio Agentico è disponibile nella sua prima versione, datata luglio 2026.

