L’AI ha reso gli attacchi più efficaci. Lo afferma il 59% delle aziende italiane colpite da ransomware in una ricerca di Proofpoint

Uno studio globale rivela come l’intelligenza artificiale stia amplificando phishing, impersonificazione e furto di credenziali, trasformando il ransomware in un problema di estorsione incentrato sulle persone.

Proofpoint, Inc., azienda leader nella sicurezza incentrata su persone e agenti, ha pubblicato il suo AI-Era Ransomware Report 2026, che rivela come l’intelligenza artificiale stia decretando il successo del ransomware, aiutando gli attaccanti a creare campagne di phishing, impersonificazione e furto di credenziali decisamente più convincenti. Secondo questo studio globale, quasi due terzi (59%) delle aziende italiane colpite da ransomware ha dichiarato che l’AI ha aumentato l’efficacia degli attacchi, confermando un trend più ampio in cui il ransomware ha successo sfruttando principalmente persone, identità e comunicazioni fidate. Pur leggermente inferiore rispetto a quello globale del 65%, il dato italiano conferma la criticità di un problema che riguarda ogni area geografica e ogni settore di business.

Basata su un sondaggio condotto su 953 professionisti della cybersecurity in 12 Paesi, la ricerca dimostra come il ransomware moderno si sia evoluto, andando ben oltre il semplice evento di cifratura dei sistemi, trasformandosi in una campagna di estorsione prolungata. Prima di distribuirlo, gli attaccanti rubano credenziali e dati sensibili, utilizzano comunicazioni attendibili per ottenere l’accesso iniziale ed esercitano una pressione costante attraverso ripetute richieste di riscatto.

“L’AI non ha cambiato radicalmente il ransomware, ma ha migliorato concretamente gli attacchi che conducono al ransomware,”spiega Ryan Kalember, Chief Strategy Officer di Proofpoint. “Oggi gli attaccanti usano l’AI per creare email di phishing estremamente convincenti, componenti malware come script e campagne di furto di credenziali che sfruttano la fiducia umana su scala. Le aziende che continuano a trattare ransomware ed estorsione di dati come problemi legati esclusivamente agli endpoint o al ripristino stanno trascurando l’elemento da cui questi attacchi quasi sempre partono: le persone, le identità e le comunicazioni attendibili.”

I principali risultati globali del AI-Era Ransomware Report 2026 di Proofpoint includono:

Questi risultati confermano che le aziende non possono più considerare il ransomware principalmente come un problema di malware. Poiché l’AI rende phishing, impersonificazione e furto di credenziali sempre più convincenti, prevenire il ransomware implica la protezione di persone, identità e comunicazioni fidate prima ancora che gli attaccanti riescano a raggiungere gli endpoint.

 L’AI-Era Ransomware Report 2026 di Proofpoint è disponibile al seguente indirizzo: https://www.proofpoint.com/us/resources/threat-reports/ai-era-ransomware-report

 

Metodologia

L’indagine è stata condotta tra marzo e aprile 2026 su 953 professionisti della sicurezza, appartenenti ad aziende di diverse dimensioni, operative in 20 settori merceologici differenti in 12 paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Australia, Giappone, Singapore, India e Brasile.

Exit mobile version