Mediterraneo, il mare più inquinato di plastica al mondo: così una compagnia italiana prova a eliminarla partendo dall’acqua
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Sulle crociere nel Mediterraneo cresce la pressione ambientale del turismo. Luxury Sailing introduce un sistema che trasforma l’acqua di mare in acqua potabile direttamente a bordo, insieme a una serie di pratiche ambientali che vanno dalla tutela dei fondali alla formazione degli equipaggi
Il turismo marittimo e costiero è una delle forme di viaggio più diffuse al mondo, ma anche una delle più esposte alle sfide ambientali. Secondo le Nazioni Unite circa l’80% delle attività turistiche globali si svolge in aree costiere, rendendo il mare uno dei principali motori dell’economia turistica. Allo stesso tempo queste destinazioni sono tra le più vulnerabili dal punto di vista ambientale.
Il Mediterraneo rappresenta uno degli esempi più evidenti di questa pressione. Ogni anno oltre 200 milioni di turisti visitano le sue coste e, secondo analisi del WWF, durante l’alta stagione la quantità di rifiuti marini può aumentare fino al 40%. Il bacino è oggi considerato uno degli hotspot globali dell’inquinamento da plastica: ogni anno più di 570.000 tonnellate di plastica finiscono nel Mediterraneo, l’equivalente di oltre 30.000 bottiglie al minuto.
In questo contesto cresce l’interesse verso soluzioni capaci di ridurre l’impatto ambientale delle attività turistiche in mare. Luxury Sailing, realtà fondata a Olbia nel 2019 all’interno del gruppo LM Company e specializzata in crociere esperienziali e “democratiche” in catamarano, ha deciso di intervenire su uno degli aspetti più critici della vita a bordo: il consumo di acqua e plastica.
Per limitare l’utilizzo di bottiglie monouso durante le crociere, l’azienda ha sviluppato e introdotto un sistema che consente di produrre acqua potabile direttamente a bordo partendo dall’acqua di mare. Il processo prevede l’aspirazione e la filtrazione iniziale dell’acqua marina, seguite da trattamenti antibatterici con sterilizzazione UV e da una filtrazione con carboni attivi che elimina odori e residui organici. L’acqua viene poi purificata attraverso membrane ad osmosi inversa che rimuovono sali, metalli e impurità. Una volta completata la depurazione, viene nuovamente mineralizzata con l’aggiunta di elementi come calcio, magnesio e potassio e può essere erogata direttamente dal rubinetto di bordo, sia naturale sia frizzante.
“Il nostro obiettivo era intervenire su una delle abitudini più impattanti della vita in barca”, spiega Lorenzo Tawakol, fondatore di Luxury Sailing. “Produrre acqua potabile a bordo significa ridurre plastica, logistica e trasporto di bottiglie, migliorando allo stesso tempo l’esperienza degli ospiti”.
La riduzione delle bottiglie monouso ha infatti effetti ambientali che vanno oltre la semplice diminuzione dei rifiuti plastici. Eliminare grandi quantità di acqua imbottigliata significa ridurre il peso complessivo delle imbarcazioni e quindi i consumi energetici legati al trasporto e allo stoccaggio. In un mare fragile come il Mediterraneo, anche interventi apparentemente piccoli possono contribuire a diminuire l’impatto complessivo delle attività turistiche.
Secondo quanto osservato dalla compagnia, i viaggiatori stranieri – in particolare quelli provenienti dal Nord Europa – si dimostrano spesso più inclini a utilizzare l’acqua prodotta a bordo, mentre tra gli ospiti italiani la diffidenza iniziale verso l’acqua non imbottigliata è ancora piuttosto diffusa, segno di quanto il cambiamento culturale verso modelli di consumo più sostenibili sia ancora in evoluzione.
Il sistema di produzione dell’acqua è solo uno degli elementi di una strategia più ampia orientata alla tutela dell’ambiente marino. Luxury Sailing ha introdotto l’utilizzo di vernici antivegetative a ridotto impatto ambientale, progettate per limitare il rilascio di sostanze chimiche nei fondali. L’azienda collabora inoltre con Green Sail, organizzazione internazionale impegnata nella promozione di standard ambientali per il turismo nautico, e ha avviato programmi di formazione per gli equipaggi dedicati alla gestione dei rifiuti, alle pratiche di navigazione sostenibile e alle modalità di ancoraggio che evitano danni alla posidonia oceanica, habitat fondamentale per la biodiversità del Mediterraneo.
Proteggere la posidonia, la “foresta” sommersa del Mediterraneo
Tra le attenzioni ambientali adottate dalla compagnia rientra anche la tutela della posidonia oceanica, una pianta marina fondamentale per l’equilibrio dell’ecosistema mediterraneo. Le sue praterie, spesso definite le “foreste sommerse” del Mediterraneo, contribuiscono alla produzione di ossigeno, alla protezione delle coste dall’erosione e alla conservazione della biodiversità marina.
Uno dei principali rischi per questi habitat è rappresentato dall’ancoraggio delle imbarcazioni. Quando l’ancora viene calata sul fondale può sradicare le piante e creare vere e proprie “cicatrici” nelle praterie, frammentando un ecosistema estremamente fragile. La posidonia cresce infatti molto lentamente, con un’espansione media di appena 1–6 centimetri all’anno, rendendo particolarmente lunghi i tempi di recupero delle aree danneggiate. Nel Mediterraneo la perdita di praterie di posidonia negli ultimi decenni ha raggiunto decine di migliaia di ettari, anche a causa della pressione delle attività turistiche e della nautica.
Per questo Luxury Sailing ha investito fortemente nella formazione degli equipaggi sulle modalità di ancoraggio che permettono di individuare fondali sicuri evitando le aree in cui cresce la posidonia.
Luxury Sailing
Fondata nel 2019 da Lorenzo e Marcello Tawakol, Luxury Sailing nasce con l’obiettivo di rendere il viaggio in catamarano più accessibile e sostenibile, superando l’immagine della barca come lusso esclusivo per pochi.L’azienda propone crociere condivise o esclusive con cabine private, pensione completa basata su prodotti locali e itinerari pensati per valorizzare zone meno affollate della Sardegna e del Mediterraneo.
Con un fatturato di 1,4 milioni di euro nel 2024 e una crescita costante negli ultimi anni, la società punta ora ad espandere il proprio modello in nuove destinazioni, continuando a investire in soluzioni che rendano il turismo nautico sempre più compatibile con la tutela del mare.
“In un’epoca in cui viaggiare significa anche assumersi una responsabilità verso i luoghi che visitiamo,” conclude Tawakol, “il mare non è solo una destinazione: è un ecosistema da proteggere”.